—Prego V. S. di voler rinnovare la domanda.

Il presidente aderì.

L'inquisito fece un lieve moto con le labbra.

Tutti credevano che questa volta avrebbe parlato.

Ma non gli uscì di bocca un solo accento e continuò a guardare i metalli.

Sullo stesso tavolino erano gettati da un lato le vesti, il cappello del pittore Roberto Gandi, le vesti di Nello, e sotto il tavolino, in una cassetta, erano ammonticchiati i sozzi e sucidi panni insanguinati, che a Nello servivano di coperte nel suo giaciglio e fra' quali era stato trovato ravviluppato, dagli esecutori nella notte del delitto.

Il presidente rivolse altre domande all'inquisito, ma questi rispose in modo subdolo, indeterminato.

Fu concordato, con l'assenso del difensore, che poteva ormai considerarsi l'interrogatorio come esaurito.

—Il signor Avvocato Fiscale ha la parola!—disse il presidente, voltandosi verso il banco al quale sedeva il primo magistrato del Fisco.

Il magistrato si alzò, e appoggiando le mani all'orlo del banco, protendendo la persona alquanto in avanti, pronunziò, con vibrato accento, e con voce sonora le seguenti parole: