«Signori, presidente e auditori!

«Nei molti anni, dacchè esercito l'alto mio ministero, di rado mi fu dato studiar causa nella quale apparissero più chiari indizi della colpabilità dell'inquisito.

«La pubblica discussione ha sempre più messo in evidenza l'esattezza dei precedenti atti processuali.

«Giammai la mia coscienza è stata più tranquilla nel chiedere la esemplare punizione di un reo.

«Vindice della società offesa, io ho il dovere di parlare con severità. Il delitto sul quale voi, esimii signori, dovete dare il vostro onorando iudicato, è de' più nefandi e odiosi, che da molti anni si sieno commessi nella nostra città: è tale, che quasi toglie ad una mite popolazione il suo vanto di miti, temperati costumi e ci mette in mala vista fra le altre genti.»

Dopo essersi addentrato, alla minuta, in certi particolari della causa, l'oratore esclamava:

«Ah! signori, la causa nella quale io debbo concludere, è una causa tremenda, una di quelle cause per cui il magistrato con secura coscienza può ben parlare di catene e di patibolo!

«È inutile che io abusi della bontà vostra, cercando di provare con lunghi ragionamenti la responsabilità dell'inquisito.

«Alle speciose ipotesi di una pazzia incipiente, di uno stato mentale irregolare, rispondono con molta eloquenza le perizie dei medici fiscali.

«Che cosa potrei io aggiungere a ciò che con tanta limpidezza hanno detto uomini dottissimi?»