«Il pittore Roberto Gandi, il ferito, è invece di alta statura, di robusta corporatura, di forza muscolare straordinaria.

«Eppure il Fisco vuole indiscusso che il mio sventurato cliente, non ostante la sua piccolezza, il suo breve e debol braccio, abbia potuto ferire alla testa, gettarsi ai piedi, di un colpo, un uomo che tanto lo superava e di statura e di forze!

«Omicidio tentato per latrocinio, grida il Fisco. E sia pure! Ma è strano l'autore di questo latrocinio, che mentre non lascia nel corpo del ferito il pugnale, anzi lo strappa a forza, gli lascia nelle tasche il portamonete contenente una somma cospicua, e che, rinvenuto dagli agenti della polizia, si trova appunto su quel tavolino fra i corpi del delitto come una fra le tante prove d'innocenza dell'inquisito.

«Ed ora, prima che io entri a trattare più alto tema, a mostrarvi cioè le condizioni morali e intellettuali del mio sciagurato cliente, lasciate che io vi accenni al modo incompleto, assurdo, inumano, con cui la preparatoria inquisizione è stata condotta, adulterata….»

V.

—Signor avvocato, la prego a moderarsi…

—Non si può moderare, signor presidente, l'amore della verità, della giustizia… la convinzione profonda, che io ho della innocenza di un infelice perseguitato…

Si udirono nel pubblico mormorii ostili a Nello.

—La impopolarità non mi spaventa,—continuò il sommo avvocato, voltandosi e lanciando intorno a sè occhiate di sprezzo.—Non spaventò Socrate quando quel grandissimo, divino….

—Signor avvocato, ella deve parlare alla Rota e non al pubblico… E alla più piccola vociferazione avverto il pubblico che non sarà più ammesso ad assistere alla continuazione del processo.