Et c'est d'être innocent que d'être malheureux!

«Avete trovato alcuni oggetti appartenuti al ferito nascosti nello squallido abituro del mio cliente?

«Il minor figlio e più caro del credente Giacobbe è sorpreso, avendo presso di sè una preziosa coppa furtiva. Se Iddio nol proteggeva, egli avrebbe dovuto soccombere sotto un'accusa di furto».

L'avvocato Arzellini combattè uno a uno gli argomenti, contenuti nel libello fiscale; venne ad affermare che non l'inquisito, ma altri era stato l'assassino del pittore Roberto Gandi. Nello, uscito di notte tempo dalla sua catapecchia, si era imbattuto nel cadavere, e da pazzo com'era lo aveva spogliato di alcuni oggetti preziosi, si era tutto imbrattato di sangue, aveva preso il pugnale, tale e quale come avrebbe forse fatto un fanciullo.

Che Nello avesse come una certa mania pei metalli non era stabilito da una testimonianza così cara al Fisco, e registrata in atti, quella della donna Lazzarini?

«Essa non ci ha detto—esclamava l'avvocato—che il mio cliente ebbe un giorno diverbio con una bambina di lei per toglierle di mano un pezzo di metallo; e a che motivo, se non agli occhiali d'oro che portava il giudice Buriatti, è dovuta la sua tanto decantata ed esagerata aggressione?

«Lungi da me l'idea di dir cosa spiacevole a quell'egregio e solerte magistrato, ma l'aggressione non è mai esistita che nella sua eccitata fantasia: mancano di essa, non già le prove, ma perfino gl'indizii più lievi. Ed è chiaro che il mio cliente in un suo vaneggiamento protese la mano soltanto per il metallo prezioso degli occhiali, che a lui apparivano come un trastullo.»

Nel pubblico molti e molti scuotevano la testa quasi in segno di dileggio per l'insufficienza di tale ragionamento; un osservatore attento avrebbe potuto scorgere segni di ironia, appena visibili ad altri, nel volto degli stessi magistrati.

L'avvocato Arzellini si mise a dimostrare, con la scorta delle perizie estragiudiciali, che lo stato mentale dell'inquisito non era sano. Egli, sin dalla prima fanciullezza, aveva dato prove di demenza.

Accusarlo di simulazione negli interrogatorii, nella sua condotta, era contrario ad ogni dettame della scienza; ad ogni retto criterio.