Egli sapeva che il suo voto, quello del suo amico Lechini, sarebbero stati favorevoli all'inquisito.

Mancava il voto dell'auditore Biscotti.

Se egli avesse dato il voto negativo all'accusa, l'inquisito era salvo!

A parità di voti, tre contrarii, tre favorevoli, non si pronunziava condanna.

Se non si assolveva, poichè le assoluzioni fossero rare, l'inquisito era però liberato dal carcere, prosciolto da ogni pena: soltanto egli poteva di nuovo per nuovi indizii esser richiamato in giudizio, e allora la sentenza, assolvendolo pel momento, dichiarava che il processo rimaneva aperto.

Il presidente si sarebbe contentato di questa vittoria!

Ma, prima che fosse spirato il minuto secondo, in cui egli faceva tali riflessioni, l'auditore Biscotti aveva già aperto le labbra per pronunziare egli pure il monosillabo fatale a Nello.

!—egli disse, e il suo sì ebbe un'eco sinistra nel cuore del primo dei magistrati presenti.

Ormai la sorte di Nello era decisa!

No!—egli proferì tristamente.