La Sguancia era divenuta livida.
—Complice!—ripetè la donna, dopo un istante.
Aveva appoggiati i gomiti alla rozza tavola sulla quale ardevano due candele di sego, e si copriva il volto con le mani carnose.
Poi, avvezza com'era al mentire, piena di diffidenze, consumata nelle male arti, un'idea le balenò: che cioè il birro non sapesse nulla della verità, e volesse sobillarla.
—A che pensi?—disse Lucertolo buttandole giù una mano, e guardandola in faccia.
La vide molto conturbata, e capì l'effetto delle sue parole.
—Penso—soggiunse la donna in apparenza più calma—che ci sono dei mascalzoni… e chi sa per qual fine, a sfogo di quale vendetta… mi calunniano, mi vogliono rovinare…
E teneva d'occhio Lucertolo.
Il birro comprese che per quel momento la donna gli sfuggiva.
—Ma io non ho paura!—ripetè la Sguancia alzandosi.—Chi tentò d'ammazzare il signore, trovato steso qui nel vicolo fu il birbante di Nello. Ormai è stato giudicato… E come si può credere ch'io sia stata sua complice?