Spesso un ragazzo o l'altro rotolava per terra, e incontanente si rizzava, richiamato a migliori consigli dai calci, che prodigava un celebre comandante di piazza, il quale, adempiendo al suo ufficio, precedeva ogni sera, senza sguainare la sciabola, il capo-tamburo al momento della ritirata.

Era questa forse per il pubblico una delle parti più attraenti del curioso spettacolo.

Fatto il giro della piazza, i drappelli si separavano all'imboccatura di Via Calzaioli, e, suonando, muovevano ai rispettivi quartieri.

La descrizione, raccolta da uomini provetti, e che furono più volte testimoni di simili scene, crediamo debba essere esatta.

Una sera del decembre, come abbiamo detto, Lucertolo si trovava nella Piazza e girava tutto stranito in mezzo alla folla, con le mani nelle tasche profonde della sua carniera di velluto, e col bastone sotto l'ascella del braccio destro, nel suo favorito atteggiamento.

Una strana notizia correva quella sera di bocca in bocca.

Nella giurisdizione del Capitan Bargello di Brozzi era avvenuto un fatto sinistro.

La notte innanzi due famigli perlustravano lungo la sponda dell'Arno, all'aperta campagna.

Il fiume era grosso, minacciava di straripare.

I famigli avevano tutti e due una lanterna.