In un gruppo d'alberi vide il riflesso di un lume.
Alzò il capo: e s'accorse che il lume veniva dalle finestre della camera d'Enrica.
Scorse un'ombra, poi un'altr'ombra di donna disegnarsi sugli arbusti illuminati.
Enrica e Cristina vegliavano.
—Come mai,—pensò il duca,—a quest'ora ella, tanto sofferente, non si è coricata?
Il duca ebbe l'idea di salire da sua figlia.
Ma a un tratto le imposte delle finestre della camera furono chiuse.
II.
Chi avesse in quel punto visto Enrica si sarebbe sbigottito.
I capelli disciolti le ricadevano sin quasi al ginocchio, le vesti in disordine; la fisonomia piena di terrore, le labbra schiumanti, le guancie, di pallidissime, divenute livide, le occhiaie infossate, gli occhi iniettati di sangue.