Questa scena, metà ilare, metà seria, fra il principe e la principessa, si svolgeva nell'abbigliatolo di lei, al riflesso di diecine e diecine di candele rosee infisse nei candelabri d'argento, in lumierette di Murano, fra i profumi delle polveri, de' minii, di essenze inebrianti.
—L'ora è tarda!—disse a un tratto il principe,—decidiamoci.
Fu convenuto che la pelle sarebbe chiusa anche su la gamba sinistra con una stringa d'argento e così fu fatto.
Una cameriera si mise al lavoro; la principessa la occhieggiava maliziosamente. L'altra subito capì.
Per le scale del palazzo dell'ambasciatore, la principessa, con un lieve gesto della mano, avea tolto la stringa.
Entrò nelle sale, mostrando la sua bella gamba. Ella sapea che quella sera il Re dovea essere alla festa: e cominciava allora a cercar di attirarlo a sè. Quel modo di acconciarsi le era sembrato irresistibile. E non s'ingannò.
Pochi giorni appresso, l'ufficiale delle guardie reali, come abbiamo a suo tempo accennato, riferiva a sua sorella, la contessa L…, di aver veduto una mattina, mentr'egli era di servizio, la principessa uscire dagli appartamenti reali, vestita come una piccola modista.
Ma non era soltanto pel sovrano, che voleva esercitar questo fascino; le piaceva esser una maliarda per tutti.
Quando usciva a piedi, andava talora per via Lanzieri e per la strada della Pignasecca: e le esclamazioni d'ammirazione, a volte grossolane, di quella gente, che non sta a pesar le parole, e che a vederla, mostrava di sentir i fumi al cervello, la solleticavano.
Andava a posta per quelle strade, affine di sentirsi esaltare, magari in quel linguaggio; e sino una tale specie di corteggiamento, le sapea buono.