Era la prima donna, cui egli avesse parlato d'amore; ed egli era il primo che Diana avesse amato, il solo che ella avrebbe amato.
Erano tutt'e due inesperti nella grande arte dell'amore: quindi facili ai crucci, facili a procurarsi scambievolmente motivi di tortura e di disperazione, secondo il loro carattere; poichè Diana era tutta piena di fervori, di delicate fantasie appassionatissime, il Venosa più riconcentrato e più freddo.
—Ti amerò sempre,—egli disse,—e ti domanderò a tuo padre quando venga il momento opportuno… cioè presto!—disse, ripigliandosi, poichè avea visto il movimento d'impazienza di Diana.
Egli era un po' irresoluto: la principessa tentatrice, voluttuosa, adescatrice, nella sua scultoria bellezza, gli tornava sempre innanzi.
—Il mio unico desiderio, ti ripeto,—diceva Diana,—è di uscire, in breve tempo, da questa casa…. Mi sembra che non sono in casa mia, ma in una casa d'estranei, dove tutto può capitarmi: ove sono esposta a tutte le offese…. Se tu indugi, io tornerò nel convento ove sono stata educata… ne uscirò non so quando… ma per non rivederti mai più…. È già troppo ch'io ti prego…. È vero che io ti amo, e il fingere, le ipocrisie, le simulazioni volgari, mi parrebbero un'umiliazione…. Ho l'orgoglio della mia passione e della mia virtù….
—Saremo uniti… fra poco,—disse il Venosa, dopo breve riflessione.—Ma se il marchese si opponesse?
Le guancie di Diana diventarono rosse. Sentiva in sè nascere il sentimento della ribellione. Le vennero alle labbra certe parole di sdegno, ma non osò proferirle.
In quel punto Adolfo e Diana svoltavano da un viale; il marchese e Marco Alboni, che erano dinanzi a una finestra, confabulando insieme, scorgevano i due innamorati.
—E quel giovinastro è sempre qui!—esclamò Marco.
—Come vuoi ch'io lo scacci di casa mia! Egli è d'una famiglia di miei antichi amici. E poi, con qual titolo dovrei proibirgli di farmi una visita?… Egli è uno de' giovani più stimati che sieno in Napoli; alla sua età, ha riputazione fra i dotti, autorità fra i gentiluomini…. E poi: non vedi che, se io gli vietassi di venir qui, susciterei la resistenza di Diana?… Tu credi Diana una fanciulla docile, pronta a essere strumento di tutti i nostri capricci?… Non ti accorgi che ella tollera, ma comprende, che essa non dà in escandescenze, ma rattiene spesso una osservazione, una protesta?… Io leggo nel suo volto lo sforzo che ella fa…. È fina, come tutte le donne, per istinto, non è ancora abbastanza maliziosa per sorridere ove si sentisse disposta a piangere, e viceversa.