—Morta, sì, e nel giorno stesso in cui era condotta dalla balia.—Cristina credea d'aver aperto una ferita nel cuore della principessa e si divertiva ad irritarla.

—Dici tu il vero?…—e la principessa, furibonda, avea preso per un orecchio Cristina e la faceva inchinare.

Cristina, livida dalla collera, esclamava:

—Potrei chiamar gente: potrei farvi svergognare; è la prima volta che voi osate abusare della vostra forza con me, sottopormi a una vostra prepotenza…. Ma se io avessi gridato e fosse qui accorsa la signorina, che avete condotto con voi, e in faccia sua vi avessi mostrato i documenti, che posseggo: l'uno prova il vostro matrimonio con Roberto, l'altro la nascita della bambina…. Que' documenti sono ora nelle mie mani e non ne usciranno…. Vi odio tanto che voglio farvi soffrire lentamente, e voglio godere, a poco a poco, delle vostre sofferenze…. E vi assicuro saranno atroci…. Per ora, io ho tenuto in me tutto il mio segreto…. ma se ne palesassi ad altri anche una parte?…

—Hai detto di odiarmi: ma vorrei sapere perchè mi odii? Non t'ho io sempre beneficata?—disse la principessa, che ardeva di collera.

—Beneficata, sì, come beneficate, come fate tutto voi, con sprezzo, con alterigia…. Fin quando servivo da ministra a' vostri piaceri, fin quando eravate nelle gioie supreme, che sogliono accomunare i corpi e le anime, voi eravate sdegnosa, pungente, trovavate un maggior godimento a darmi prove di spregio…. E quante altre umiliazioni ho poi sofferto da voi…. Insomma vi odio per cento altri motivi, che sento e non so spiegarvi. Vi odio perchè voi siete una persona trista, e, benchè io non sia nulla di buono, ho orrore del male…. negli altri. E sappiate per sempre che la concordia, l'unione fra due anime tristi non può durare: si muta in odio, in persecuzioni. Io voglio vedervi alle mie ginocchia, supplicante; e respingervi, insultarvi nella vostra umiliazione. Voi dovete servir da mezzana anche ai miei amori col guardacaccia: troverò uno stratagemma, a scusa innanzi agli altri, perchè voi abbiate ragione d'invitarci nella vostra villa, mentre siete sola, e dovrete subirmi! E non potrete sottrarvi da me. Vi farò pagar cara la stessa prepotenza, che avete voluto ora usarmi. Intanto…. vi annunzio che nello spazio di otto giorni, dovrete pagarmi lire ventimila. Quindicimila serviranno ad arrotondare una somma, che ho in deposito: con le altre cinquemila voglio far un viaggio in Italia e in Inghilterra con lui…. Non voglio rimaner sempre qui…. Ed è giusto che voi…. voi, la signora che ha tanta alterezza, paghiate le spese dei miei piaceri!

Cristina era sempre livida, col suo malvagio sorriso sulla sua larga bocca.

—Come,—insistè,—posso riscuotere questi ventimila franchi?… Ho fretta di partire, ricordatevelo! Un viaggio deve darmi forze nuove per nuovi piaceri…. Il mio amante è giovane e voglio distrarlo…. Vorreste voi, anzi, esser tanto compiacente da indicarmi su questa carta l'itinerario che dovremmo seguire?

E le accennava un mappamondo disegnato su un'ampia carta e attaccato alla parete.

—Vi prometto che parleremo anche di voi nel nostro viaggio…. La sera, quando saremo tornati agli alberghi, dopo cena, fra una risata e l'altra….