Ma Diana venne a tor tutti d'imbarazzo.
—Mio padre,—disse al marchese, ch'ella non solea mai chiamare in tal modo,—io non ho mai sin ad oggi avuto alcuna idea di maritarmi, e non mi sono mai accorta di amare il signor Venosa!
Il giovane fu ferito, e nella schietta, ingenua affezione che nutriva per Diana, non ostante il momentaneo suo depravamento, e nell'orgoglio che ogni uomo reca con sè.
Diana si era presa giuoco di lui sin allora?
La principessa fu eccitata dalla collera.
Ella sapea che Diana amava il Venosa. La fanciulla erasi mutata soltanto per l'ambizione ch'ormai gonfiava il suo cuore: sapea di poter conquistare il Re e disprezzava l'umile giovane sin allora adorato: la giudicava alla sua stregua.
Non poteva ormai contenere il suo odio per lei.
Lasciò la casa del marchese, ultima fra le invitate, affettando la massima disinvoltura.
Salutò appena Diana nell'accomiatarsi: rivolse poche, sdegnose parole al Venosa, il cui amore per lei si era infiammato a cento doppii, dopo la improvvisa ripulsa della ragazza.
La principessa tornò a casa e ricevette una notizia, che avrebbe dovuto aspettarsi, ma alla quale ormai più non pensava.