—State sicuro,—rispondeva il principe di Latania,—che il Gorreso sa tutto: e finge non sapere…. Ma gli torna molto utile….
—E di che ha egli bisogno?
—Di quello di cui ha bisogno un ambizioso.
—Ambizioso Gorreso?—ripigliava il duca.
Entrò un terzo nella sala di lettura.
Il principe pian piano si alzò: uscì dalla biblioteca per la porticina laterale; e, di lì a pochi istanti, entrò anch'egli nella sala di lettura dal corridoio.
Subito il duca della Pandura lo salutò con molta espansione. Il principe di Latania si alzò, gli andò incontro, gli strinse tutte e due le mani, gli sorrise, lo chiamò con tutti i vezzeggiativi.
—Come sono sinceri i veri amici!—pensava il principe Gorreso.
S'intrattenne un po' a parlare con essi: scherzò, si mostrò allegro: trasse il discorso destramente sui poveri mariti.
—Sempre ingannati,—osservava il principe,—sempre vittime della loro credulità…. Ma come possono saper mai il vero, se tutti si adoperano a tenerlo ad essi celato!