—Se è stato trovato il bottone di uniforme… domani vi saranno ricerche…. Si scoprirà subito che è lui…. Che angoscia! Si crede egli, dunque, proprio molto desiderato?… Dovrò annunziare a mio padre,—continuava fra sè,—che sono la sposa del figliuolo di uno de' suoi contadini… del figliuolo di Berto Jannacone?… Ah!… mai!

Ed Enrica spasimava, si contorceva: era sopraffatta da una forte, acutissima convulsione.

III.

Il marchese Piero non aveva voluto trattenersi dal duca: e, allegando che gli urgeva tornar a casa a rivedere la moglie, e saper notizie sul grave stato di lei, si accomiatava dal cugino.

—Sono sicuro che avrete…. se già a quest'ora non l'avete…. un bel figliuolo maschio!—gli disse il duca.

Il marchese partì fra i lietissimi augurii di tutti gli invitati.

La sera era già molto innanzi, e il gentiluomo in una carrozzella, che guidava da sè, o, a meglio dire, il cui cavallo si guidava da sè, lasciavasi andare alla foga de' suoi pensieri.

Rifletteva al grande avvenimento, che dovea compiersi per lui in quella notte, se non s'era compiuto: lo turbavano la certezza del disonore, della rovina, s'egli non fosse già padre, o non lo doventasse fra poche ore.

Allo svolto di una strada, sentì chiamarsi nel buio.

Trepidò.