—Chi è questa donna?—domandò il principe distratto.
—È una antica serva della principessa: Cristina Braco.
Il principe impallidì. Si rammentava della lettera, che aveva letto la sera in cui era andato a frugare tra i gioielli di sua moglie. Quella donna gli avrebbe potuto dar molti schiarimenti. Fece un gesto d'impazienza, come se il ricever Cristina l'annoiasse, mentre egli ardeva di parlarle.
A tali espedienti si vedea giunto per cercar di salvare il suo onore; per aver tutte le prove di cui, nella integra sua coscienza, sentiva il bisogno, prima d'infliggere alla moglie il castigo, ch'essa avea meritato.
Cristina entrò tutta umile, strisciante, rasentando le mura, quasi avesse onta di avvicinarsi a un sì gran personaggio.
Il principe in piedi, e senza dir a lei che sedesse, le domandò freddamente:
—Che desiderate?…
—Desidero rendere un servizio a Vostra Eccellenza!
—Parlate.
Cristina avea avuto una delle solite idee, a lei ispirate dalla cupidità. Volea, senza badar a tradire la principessa, vender al marito il segreto, per custodir il quale già avea ricevuto tanto denaro dalla moglie. Era un bel segreto, e bisognava farselo pagar caro!