Alto della persona, tanto che soprastava a tutti con la testa, bello, di modi graziosi e veramente signorili, di una voce tonante, quando scoteva la sua languidezza, egli produceva in quanti gli stavano attorno il massimo effetto.
Già avea riacquistato tutte le simpatie.
Dopo l'atroce insulto che avea indirizzato, il Venosa lo guardava impavido, sereno.
—Voi siete giovane,—gli disse il principe con calma terribile,—siete valoroso; mi insultavate nel punto in cui sono entrato; mi renderete subito ragione….
—Due amici….—interruppe il duca.
—Ed egli è anche amico di mia moglie!—ribattè il principe con fiera ironia.
—Signore,—rispose con voce ferma, e mentre il suo cuore non dava neppur un palpito, il Venosa,—io sono agli ordini vostri!
Il principe tornò a casa e trovò un biglietto di visita su cui era scritto: Ingegnere Amoretti.
Egli ne aveva udito parlare come del salvatore di Diana. Quest'uomo coraggioso, pensò, vorrà essere mio padrino! Ma a che dovea egli attribuir l'onore d'una sua visita?
Non appena il principe Gorreso, tornato nel suo palazzo, ebbe ricevuto il biglietto da visita dell'Amoretti, un servitore venne ad annunziargli che una donna, la quale soleva essere spesso ricevuta dalla principessa, domandava di parlargli.