—Stanotte io ero entrato nel parco per l'impazienza di riveder questi luoghi, di farmi udire da te, di mostrarti ch'io non poteva occuparmi, se non di te…. Ho corso rischio di essere ucciso come un ladro… e tu sei così indifferente…. Ma non hai coraggio di parlare a tuo padre? Gli parlerò io stesso….
—Oh, impossibile!—esclamò Enrica inorridita.—Vi sarebbe fra te e lui una scena tremenda: come potrebbe egli perdonare a te suo servitore….—Enrica fece spiccare la parola,—-di aver abusato d'ogni sua generosità verso la tua famiglia, di aver osato ciò che hai osato?…
Roberto si sentiva, come schiaffeggiato da quelle parole.
Ma era anch'egli d'animo altero.
—Bisognava pensarci prima!—rispose risoluto.—Che tu non credessi io fossi uno di questi vagheggini imbecilli, che voialtre donne del bel mondo burlate a piacer vostro e cuoprite di ridicolo…. Enrica, io sono pronto a dare per te tutto il mio sangue, a goccia a goccia; sono pronto, se occorre, a seppellirmi vivo, a entrare in una tomba con te, per sfuggire ogni contrarietà… ma cederti ad altri, rinunziare al mio diritto… mai. Sai ch'io t'ho conquistata…. Tu mi costi umiliazioni, oltraggi, ingiurie d'ogni maniera, prima del nostro amore; dopo, ansie crudeli, notti insonni, il sacrificio di tutto me stesso a un solo scopo…. Tu sei la mia idea fissa… sei la sola cosa che desidero, che amo, che voglio possedere; ogni ostacolo che mi si opponga, se non potrò sormontarlo, lo spezzerò….
La sua veemenza faceva paura.
Protese un braccio per stringer la vita di Enrica….
Essa schivò quella carezza.
—Non ti riconosco!—mormorò Roberto pallidissimo.—A bordo, nelle mie notti insonni, vedevo spesso uno spettro, un cadavere, con una gran ferita, tutto sangue… Enrica,—disse Roberto angosciato e come fuori di sè,—tu vuoi la mia rovina: sento che qualche cosa di terribile si prepara.
Enrica provava un'interna soddisfazione di quelle parole; sembrava che esse corrispondessero a certi suoi perfidi disegni.