La figlia del duca di Mondrone avea sposato da circa undici anni il principe, che le facea la corte nel periodo di tempo in cui ella accusava Roberto e compariva dinanzi a' giudici per deporre contro di lui.
Il duca era morto da alcuni mesi, e la principessa non avea ancora dismesso il più stretto lutto.
Nominata fra le elegantissime e bellissime dame di Napoli, essa era desiderata indarno ne' ricevimenti più signorili, agli spettacoli, cui era assidua per lo innanzi, e ne' quali la sua bellezza riceveva tante e sì ardenti ammirazioni, che a lei piacevano.
Quella mattina, benchè appena fosser suonate le sette, la principessa era nel suo salotto e il principe con lei.
Sedevano a un tavolino, coperto da uno sfarzoso tappeto della Cina, e sul quale erano, un po' in disordine, i varii pezzi di un servizio da tè, in argento.
Le fiammelle azzurre si alzavano sotto il gran vaso, nel quale il tè bolliva, gorgogliando.
—Siete molto gentile,—disse la principessa al marito.—Non posso dirvi quanto vi sono riconoscente d'esser venuto così di buon'ora, a farmi una visita nel mio appartamento…. Mi sono levata stamani, prestissimo: e mi annoiavo…. Avevo leggiucchiato qualche libro (sulla tavola erano sparsi varii volumi): ma sapete che la lettura mi stanca presto….
—Mi sembra che tutto vi stanchi, cara Enrica: tutto ciò che è veramente bello, che inalza l'animo e consola, o rallegra agli altri la vita…. Siete una donna molto originale…. Noi stiamo insieme da undici anni, o per dir meglio da undici anni siamo marito e moglie, perchè siamo stati ben poco insieme…. Ma ci fu in voi molto, che io non son riuscito mai ancora ad intendere: c'è una parte del vostro carattere, che per me rimane misteriosa…. In un punto voi siete infaticabile, nel soddisfar a' vostri capricci….
Il principe diceva ciò in tuono leggero, sorridente, e anche la principessa, guardandolo, sorrideva e gli mostrava i suoi denti nitidissimi.
Il principe era un uomo gaio, simpatico, dissipatissimo, ma che avea, tra le dissipazioni, serbato fortissimo il coraggio, il sentimento dell'onore, la dirittura de' criteri.