Quasi nel medesimo istante gli gettava in una guancia due grossi anelli, che si era in fretta cavati di dito: due forti proiettili.

Egli che era già vergognoso, quasi pentito dell'atto violento, e sentiva, come gli era avvenuto in altri simili casi, senza però correggersi, che poco si addiceva ad un gentiluomo, fu di nuovo punto, irritato.

Si slanciò sulla principessa; non volea darle più pace: ella resistette: fino a che egli, gettatala a terra, la trascinò pei capelli quasi per tutta la stanza.

L'energia, la fierezza da lui dimostrata gli cattivarono l'animo della moglie. Bellissima, supremamente elegante in ogni ragguaglio de' pochi abiti che avea ritenuto, si trascinava a' piedi di lui, implorava perdono, gli confessava perversamente di aver un amante, e che le era stato carissimo: che avea vagheggiato una separazione, cercato mezzo per avere la sua libertà: ma d'ora innanzi non avrebbe adorato che lui: lui, suo signore, suo sovrano, suo dominatore….

—Io non voglio sapere,—disse il principe, rialzandola e spingendola lontano da sè,—se abbiate o no un amante… siete così sciagurata che me ne direste anche il nome… perchè io lo cercassi, lo sfidassi… perchè un duello, forse, potrebbe rassicurarvi meglio che una separazione…. Ma io non voglio oggi scandali…. È un momento in cui Napoli non è occupata di alcun fatto serio, o frivolo, che dia buon alimento alle ciarle… Uno scandalo nella famiglia del principe di Caprenne sarebbe un boccone troppo ghiotto…. Io prenderò la vita del vostro amante e… la vostra… quando crederò opportuno…. Voi siete di quelle donne, le peggiori di tutte, che nulla può correggere…. Ricordate quanto io vi aveva saputo perdonare nel punto del nostro matrimonio…. Vi ho amato: forse, meglio, vi ho desiderato con furore. E voi, che ve n'eravate accorta, dopo avermi stillato fiamme, a poco a poco, nel cervello, nei sensi, n'avete approfittato per farmi una confessione, già sicura che io, invasato dalla mia passione, e ingannato dalle vostre lacrime, dal vostro pentimento, che pareva sincero, vi avrei assoluta….

Ella si era appoggiata col gomito a una delle estremità della mensola, in malachita, del caminetto, e agitava una gamba, il cui movimento, quasi febbrile, si vedeva sotto l'ampia pelliccia di martora, in cui si stringeva.

—D'ora innanzi,—riprese il principe,—noi vivremo assolutamente separati…. Cesserà fra noi ogni intimo rapporto…. Lascio a voi tutto il primo piano del palazzo: io abiterò al pian terreno…. Pranzeremo insieme: riceveremo insieme, qui al primo piano, le sere in cui diamo i nostri balli: vi accompagnerò io alle feste, a' teatri, alle passeggiate…. Vi lascerò qui tutta la massima libertà: e guai a voi, se ne abusate…. Così avrete la separazione invocata…. E questi miei ordini sono irrevocabili!—disse il principe con la più cupa risolutezza.

Enrica singhiozzava: questa volta sinceramente.

Volle accostarsi al principe: egli la respinse, e le disse:—Siete una donna molto triste e molto pericolosa…. Farete o avrete fatto molto male: ma ricordatevi che nel mondo vi sono compensazioni inevitabili: troverete chi saprà darvi il vostro castigo: non sempre s'incontrano vittime rassegnate.

Parve a Enrica, in quell'istante, veder affacciarsi dalla porta la pallida fisonomia di Roberto: e dette un grido.