E mentre nel suo coupé, foderato di velluto nero, circondato di limpidi cristalli, tutti chiusi in quel punto, da' tre lati, la principessa leggeva quell'immondo pezzo di carta, passavano in altri coupés le sue amiche, tutte elegantissime, raggianti, e avveniva un vivace scambio di saluti con le dita inguantate, e di sorrisi.

Che distanza dal mondo in cui viveva a quello in cui avrebbe potuto precipitare!

Da un lato, essa era legata con le più nobili famiglie, con la più pura aristocrazia napoletana: avea aderenze e splendeva alla Corte: dall'altro lato erano i suoi vincoli con un uomo condannato per assassinio, eran le sue calunnie, le sue false delazioni, le sue perfidie, le sue intime relazioni con una donna di basso affare, la quale poteva a sua posta disporre dell'avvenire di lei. In tale stato pieno di angustie l'avea gettata la assoluta mancanza di coscienza.

Il contrasto, che era fra le due parti della sua vita, la turbava, mentre, tenendo in mano quella lettera, passava per le più belle strade di Napoli, e ogni tanto alzava il capo, sorrideva, per rispondere ai sorrisi che le inviavano le gentildonne sue amiche da' loro equipaggi, a saluti ossequiosi fattile da' molti signori, ch'ella man mano veniva incontrando.

Nella lettera v'era anche un poscritto e il poscritto diceva:

"Si vuoi risparmiare a S. E. la fatica d'una lunga risposta. Oggi stesso V. E. giungendo a Mergellina vedrà una mendicante avvicinarsi alla sua carrozza. V. E. potrà scambiar due parole con questa mendicante: e dirle come la persona, la quale ora scrive, potrà ottenere quanto domanda, a evitare scandali, che sarebbero per tutti spiacevolissimi."

In questa lettera c'erano intere la crudele ipocrisia, la maligna ironia di Cristina: le qualità in cui essa era stata maestra ad Enrica.

La principessa fremeva di sdegno: le sue belle labbra eran tremanti.

Riflettè un poco: quindi dette un ordine al cocchiere e si raccolse, tutta pensosa, in un canto del coupé, tenendo sempre in mano la lettera.

Il coupé si fermava a Mergellina. La principessa si scosse: fin allora era rimasta talmente assorta nei suoi pensieri da non veder nulla intorno a sè: da non aver più neppure la sensazione del movimento che facea la carrozza.