Poi con forza ed emozione crescenti — poichè pare che l'eroe tocchi più dell'artista il cuore e l'estro del bardo — egli scongiura che finchè il Piave scorra ingombro dei ruderi delle selve che diedero pini al vecchio S. Marco, e finchè il sole occiduo colori i monti delle Marmarole, sì che

rifulgan, palagio di sogni,

eliso di spiriti e di fate,

Suoni soave, suoni terribile,

ne i desideri da le memorie,

o Calvi, il tuo nome; e balzando

pallidi i giovini cerchin l'arme.

***

O gentili e trionfali figure del nostro Risorgimento, come siamo liete noi donne e fanciulle, noi giovani, di rintracciarvi rilucenti fra i versi magnifici, come i guerrieri eletti nel dantesco dolce aere luminoso! E pare davvero un personaggio dantesco questo giovane capitano

«biondo, diritto immobile,»

[pg!75] che nel sole di maggio sventola fieramente contro al nemico il segnale della guerra, la guerra dell'affrancamento, l'unica guerra santa.

Afferran l'armi e a festa i giovani tizïaneschi

scendon cantando Italia;

stanno le donne a' neri veroni di legno, fioriti

di geranio e garofani.

Udite: Un suon lontano discende, approssima, sale,

corre, cresce, propagasi;

un suon che piange e chiama, che grida, che prega, che infuria

insistente, terribile.

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Che è? chiede il nemico venendone all'abboccamento,

e pur con gli occhi interroga.

Le campane del popol d'Italia sono: a la morte

vostra o a la nostra suonano.

Ahi, Pietro Calvi, al piano te poi fra sett'anni la morte

da le fosse di Mantova

rapirà. Tu venisti cercandola come la sposa

celatamente un esule.

Quale già d'Austria l'armi, tal d'Austria la forca or ti guarda

sereno ed impassibile,

grato a l'ostil giudicio che milite il manda a la sacra

legïon de gli spiriti.

Non mai più nobil alma, non mai sprigionando lanciasti

a l'avvenir d'Italia

Belfiore, oscura fossa d'austriache forche, fulgente

Belfiore, ara di martiri.

Dopo le rapide ed efficaci impressioni di quei giovani belli e arditi che corrono alla morte cantando il nome della loro terra, di quelle donne ai balconi, di quel rintocco insistente, crescente, diffuso delle campane, di quell'intrepido martire nella valle dal poetico nome — impressioni date magistralmente; [pg!76] il cantore in un ultimo impeto patriottico impreca a chi dimenticasse quel martire, a chi negasse la patria:

e a chi la patria nega, nel cervello, nel sangue

sozza una forma brulichi

di suicidio.....

la tortura morale più orribile, la tortura dei vili....