Non è finita, ma io vorrei che finisse qui....

Ecco il Brindisi, poi passiamo oltre. È quello del «Mistero d'un poeta». Mi piace assai per una vita un po' insolita che vi palpita e che ci dà il cantore, come ringiovanito. È l'amore ideale fatto reale? È il vino biondo? Non si sa. Ma la corda vibra più risoluta e il poeta, finalmente, sorride:

A te, bionda fanciulla, io bevo il vino biondo Il riso del tuo sole, de' colli tuoi l'odor. Bevo e mi veggo sorgere dentro al pensier profondo Il Reno sacro, i clivi, torri, vigneti e fior.

Bevo ed il vin divampami nell'estro suo straniero, Mi batte ed arde un nuovo cor di poeta in sen; Bevo e mi bacia un alito, un'anima, un mistero Che dal più dolce fiore della foresta vien.

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[Piccolo intermezzo in prosa.]

«Qual cosa mai non appar bella ai poeti, ai musicisti, ai pittori che sognano e creano? Cadono d'intorno a loro le angoscie, abbattute dall'arte che somministra le candide pagine pel lavoro; e la mente, confinate le sue tristezze in remote regioni, s'illumina e s'innalza.

«.... E allora, la persona per cui si sospira e si soffre, resta come idealizzata, e l'affetto si fa più intenso, ma meno violento e disuguale, e si ama, si ama profondamente; e l'amore, anzichè turbare lo spirito, l'aiuta a lavorare, e lo fa qualche volta assurgere a grandi altezze. Scompaiono allora l'uomo e la donna, e fanno posto all'artista e alla Musa!»

Corrado Ricci.

[II.]