Mi estesi indi su tutti gli altri punti oratorii che il desiderio di una interminabile vita e d'una perpetua felicità sublunare potevano suggerirmi. Poichè ebbi finito, il mio ascoltatore andò a spiegare agli altri, come dianzi, il sunto di tutto quel mio discorso, ed osservai che parlarono a lungo fra loro non senza più d'una risata a mie spese. Finalmente lo stesso personaggio tornò da me, e mi tenne questo ragionamento:

— «I miei compagni mi commettono rettificare alcuni equivoci da voi presi nel dar passata a molte miserie della natura umana che voi forse non siete obbligato a conoscere, e ciò li rende scusabili. La nascita degli struldbrug è un fenomeno particolare de' nostri paesi, e penso così perchè a Balnibarbi, o al Giappone, ove ho avuto l'onore di risedere quale ambasciatore di sua maestà, ho durato fatica a persuadere i nativi di que' due regni che un tal fenomeno fosse possibile. E dalla vostra sorpresa all'udirlo raccontare da me ho capito che tal cosa era affatto nuova e quasi incredibile anche per voi. Rimanendo ne' due regni di cui vi ho parlato, e conversando con molti, ho osservato che una vita longeva è la cosa più sospirata e generalmente desiderata; che chi aveva un piede nella fossa non mancava di tirare indietro l'altro con quanta forza lo poteva; che non v'era uomo sì vecchio, il quale non desiderasse vivere un giorno di più, e non considerasse la morte come la maggiore disgrazia di cui la natura gl'inspirava ad ogn'istante il ribrezzo. Solamente in quest'isola, vedete! il desiderio di vivere non è così fervido, e ne sapete il perchè? perchè abbiamo il continuo esempio dei struldbrug dinanzi agli occhi.

— «Il sistema di vivere che vi siete fabbricato è irragionevole ed ingiusto, perchè suppone una perpetuità di giovinezza, di salute e di vigore che nessun uomo, per quanto sia stravagante ne' suoi desiderii, può sperare di possedere[49]. Qui la quistione non è se un uomo si sceglierebbe di esser sempre nella primavera della gioventù, rallegrata da una costante salute e prosperità. Si tratta se s'augurerebbe la perpetuità della vita insieme con tutti i soliti guai che gli anni si portano seco. Benchè pochi uomini di giudizio volessero confessare di augurarsi una vita immortale a tal costo, pure ho veduto a Balnibarbi e al Giappone che ciascun uomo avrebbe voluta l'ora della sua morte il più possibile lontana, fosse pure indefinito al di là d'ogni immaginabile l'arrivo di tale ora; e rare volte ho udito parlare d'uomini che morissero volentieri, se non li premeva l'estremità dell'accoramento o degli spasimi fisici. Mi appello a voi se in tutti i paesi da voi percorsi non avete trovato negli uomini le stesse disposizioni d'animo.

— «Ma bisogna venir qui per vedere qualche cosa di diverso. I nostri struldbrug fanno d'ordinario tutte le cose loro come gli altri mortali sino ai trent'anni. Dopo tale età cominciano a mostrarsi malinconici e costernati, e questa malinconia e questa costernazione vanno sempre aumentandosi in loro sino agli ottant'anni. Sono cose che so dalla stessa loro confessione; altrimenti non ve n'essendo più di due o tre della loro specie nati in un secolo, sarebbero troppo pochi per dedurre ciò da un'osservazione generale. Giunti agli ottant'anni, che fra noi è giudicata l'estrema decrepitezza di un mortale, son presi non solo da tutte le stranezze e da tutte le infermità degli altri vecchi, ma da quelle in oltre che procedono dalla spaventosa prospettiva di non morir più. Non solamente sono caparbi, dispettosi, fantastici, sordidi, frivoli, ciarlieri; ma incapaci d'amicizia, morti ad ogni naturale affezione, che non discende mai più in giù de' loro pronipoti. L'invidia e i desiderii impotenti sono le loro passioni predominanti. Gli oggetti cui soprattutto è volta la loro invidia sono gli stravizzi dei giovani e le morti de' vecchi. Pensando ai primi, arrabbiano per l'impossibilità in cui sono di farne; quanto alla seconda di queste cose, invidiano a chi muore un porto di quiete ch'essi non possono sperare giammai. Non si ricordano d'altre cose, fuor quelle che impararono ed osservarono in loro gioventù e nell'età virile, e delle seconde anche imperfettamente; onde, quanto alla veracità ed ai particolari delle antiche storie, gli abbiamo con maggiore sicurezza dalle comuni tradizioni che dalle migliori loro rimembranze. I men grami di loro par sieno quelli che, rimbambiti prima degli altri, hanno perduta la memoria del tutto; almeno trovano chi, mossone a compassione, loro presta assistenza, perchè se non altro, mancano di molte pessime qualità che abbondano ne' loro colleghi.

— «Se accade che uno struldbrug si ammogli con una donna della sua razza, cioè immortale, la carità del governo scioglie il matrimonio quando il più giovine de' due coniugi è arrivato agli ottant'anni; perchè la legge estima una ragionevole indulgenza il non gravare d'una doppia miseria, qual è il peso di una moglie, il povero diavolo condannato a star sempre al mondo.

— «Appena hanno compiuti gli ottant'anni, vengono considerati siccome morti legalmente; gli eredi immediati dell'ottuagenario succedono ne' suoi possedimenti; vien sol prelevata una piccola porzione pel suo sostentamento; que' soli che non hanno nulla vengono mantenuti a spese del pubblico erario. Da quel momento sono avuti per inabili a qualsivoglia impiego di confidenza o di lucro; non possono comprare poderi nè condurne in affitto; non vengono ammessi per testimoni validi in un processo; nemmeno ove si trattasse di determinare antichi confini.

— «A novant'anni perdono tutti i denti ed i capelli; a quella età il palato non serve più a nessun uso; mangiano e bevono qualunque cibo o bevanda possano procacciarsi senza gustarla nè appetirla. Le malattie, alle quali erano soggetti, continuano d'allora in poi senza crescere nè diminuire. Parlando dimenticano le comuni denominazioni delle cose ed i nomi delle persone, fin de' loro più prossimi congiunti ed amici. Per lo stesso motivo non possono ritrarre veruna sorta di passatempo dal leggere, perchè la memoria non serve loro a connettere le ultime parole di una frase con quelle che la principiano, per lo che sono privi della ricreazione che potrebb'essere l'unica adatta per loro.

— «Siccome il linguaggio del paese soggiace a continue variazioni, lo struldbrug d'un secolo non intende l'idioma del secolo successivo, nè dopo due secoli son più capaci di tenere alcuna sorta di conversazione (eccetto poche generali parole) coi loro vicini mortali, donde deriva loro l'altro svantaggio di essere stranieri nel proprio paese in mezzo ai loro concittadini».