Non rimasi con la mia famiglia più di due mesi, perchè il mio insaziabile desiderio di veder nuovi paesi non mi permise una più lunga dimora in patria. Lasciati cinquecento sterlini a mia moglie, la stabilii in una buona abitazione a Redriff. Mi portai meco il rimanente de' miei capitali, parte in danaro, parte in mercanzie, con la speranza di migliorare il mio stato. Il mio vecchio zio Giovanni mi avea lasciato un fondo in terreni presso Epping, della rendita circa di trenta sterlini. Io aveva in oltre un fondo a lungo livello, che mi rendea molto di più; onde io non poteva aver paura di lasciare le mie creature a carico della parrocchia. Mio figlio Giovannino (gli fu posto questo nome, perchè avea lo stesso nome suo zio) era un ragazzo di bonissima volontà, e faceva allora il suo corso di grammatica. La mia figlia Bettina (che adesso è maritata, e madre di più figli) imparava a cucire. Congedatomi da mia moglie e da' miei figliuoletti, non senza sparger lagrime da entrambe le parti, mi posi a bordo dell'Avventura, vascello mercantile di trecento tonnellate, destinato a Surate, sotto il comando di Giovanni Nicholas. Ma il racconto di questo tragetto si riferisce alla successiva seconda parte de' miei viaggi.