PARTE TERZA VIAGGIO A LAPUTA BALNIBARBI, LUGGNAGG
GLUBBDUBDRIB E GIAPPONE

CAPITOLO I.

L'autore imprende il suo terzo viaggio. — È preso dai pirati. — Messo a peggior partito dalla malignità di un Olandese. — Arriva in un'isola. — Viene accolto dagli abitanti di Laputa[26].

Io era tornato in seno della mia famiglia, quando, non erano trascorsi più di dieci giorni, venne a trovarmi il capitano Guglielmo Robinson nativo di Cornovaglia, comandante dello Sperabene, un buon bastimento di trecento tonnellate. Tempo prima, io era già stato chirurgo in un altro bastimento che veleggiò per levante, di ragione per una quarta parte del detto Robinson, il quale ne era il tenente. Egli m'avea sempre trattato più come un fratello che come un suo inferiore, ed appena udita la notizia del mio ritorno, venne a farmi una visita ch'io attribuii unicamente ad un tratto di sua amicizia; nè infatti, mentre c'intertenemmo insieme, occorsero particolarità diverse da quelle solite a notarsi in un colloquio di due amici che non si erano veduti da lungo tempo. Ma ripetute spesso queste sue visite, e manifestando sempre la sua gioia per l'ottimo stato di salute in cui mi trovava, or mi chiedeva s'io contava di essere ripatriato per tutta la mia vita, or mi spiegava la sua intenzione d'imprendere fra due mesi un viaggio alle Indie Orientali; per farla corta, mi offerse, messi a parte i preamboli, pure non senza scusarsi su l'ardire della sua proposta, un impiego di chirurgo nel suo bastimento. Avrei avuto, mi disse, un altro chirurgo sotto di me, oltre a due aiutanti; il mio stipendio sarebbe stato il doppio dell'usuale accordato agli uficiali di sanità; più, avendo sperimentata la mia intelligenza negli affari marittimi, si obbligava a riguardarmi per lo meno come suo eguale ed a conformarsi tanto al mio parere, che non lo avrebbe fatto di più se gli fossi stato pari nel comando.

Aggiunse mille altri gentilissimi propositi, ed io, sapendo quanta fosse la sua onestà; e, bisogna dire anche questo, la brama di vedere ancora nuovi paesi continuando in me più violenta che mai ad onta di tutte le sofferte disgrazie, non fui buono di ricusare la sua offerta. Rimaneva soltanto una difficoltà: quella di persuadere mia moglie; ma finalmente ottenni il consenso anche di questa col metterle innanzi agli occhi la prospettiva de' vantaggi che dal mio viaggio ella potea ripromettersi pe' nostri figli.