Durante il mio confine necessitato dalla mancanza di vestiti e prolungato da un incomodo di salute che mi travagliò alcuni giorni, ampliai grandemente il mio dizionario; onde allorchè tornai a presentarmi alla corte, fui in grado d'intendere molte fra le cose dettemi dal re e di dargli una qualche sorta di risposte. Sua maestà aveva ordinato che l'isola si movesse verso greco (nord-est), e da levante al punto verticale posto sopra Lagado, che è la metropoli della terra ferma. Essendo questa ad una distanza di novanta leghe, il nostro viaggio durò quattro giorni e mezzo; l'isola si movea sì lentamente ch'io non m'accorgeva menomamente del suo progresso. Nella seconda mattina di questo viaggio, alle undici ore, il re in persona e il corteggio della sua nobiltà, de' suoi cortigiani e grandi ufiziali, muniti tutti de' loro stromenti di musica, sonarono per tre ore senza pausa di sorta alcuna, che non mi ricordo d'aver mai avute intronate di più le mie orecchie. Io non sapeva indovinare il motivo di questo straordinario musicale baccano, ma me lo spiegò il mio precettore. «Avete a sapere, egli mi disse, come i miei concittadini abbiano gli orecchi adatti ad udire la musica delle sfere celesti che si fa sempre sentire a certi periodi di tempo. Adesso la corte sta eseguendo i pezzi di tale musica su lo stromento in cui ciascun individuo della stessa corte è prevalente».
Durante tal nostra gita alla indicata metropoli, sua maestà ordinò che l'isola si fermasse sopra alcuni villaggi e città di second'ordine, affinchè la lodata maestà sua potesse ricevere i memoriali de' suoi sudditi di terra ferma; al qual uopo furono calate giù molte lunghe funicelle con sassolini legati alle loro estremità. In queste funicelle gli abitanti da basso infilzavano i loro memoriali, che venivano diretti all'insù come fila cui degli scolari avessero attaccate le loro comete di carta. Spesse volte ricevevano dal suolo inferiore e vini ed altre vettovaglie che venivano tirati su coll'aiuto di carrucole.
Le nozioni da me acquistate per l'addietro nelle matematiche, aggiugnerò anche nella musica che non m'era del tutto estrania, mi giovarono grandemente ad impossessarmi della loro fraseologia tutta attinta ai termini della prima ed alle regole della seconda delle indicate facoltà. Le loro idee son sempre in connessione colle linee e colle figure. Vogliono a cagion d'esempio lodare la beltà di una donna, o anche di qualche animale? chiamano in soccorso i rombi, i cerchi, i parallelogrammi, le elissi, o altre figure matematiche o delle note di musica che è qui inutile il ripetere. Trovai nella regale cucina foggiati con questa norma tutti gli stampi di cui si valgono i cuochi a preparare le vivande per la mensa di sua maestà.
Le loro case son malissimo fabbricate, le mura di sghembo; non c'è un angolo retto ne' loro appartamenti, e tutto deriva dal disprezzo in cui tengono la geometria pratica, che sembra loro arte triviale ed ignobile; onde le istruzioni da essi date agli artigiani son così astruse per gl'intelletti di questi, che pigliano equivoci e commettono spropositi a tutto pasto. Finchè si tratta di scarabocchiare linee sopra un pezzo di carta, que' signori, se vogliamo, sono ingegnosi abbastanza; ma ponete nelle loro mani una riga, un compasso, un pennello, metteteli anche agli atti i più comuni e solidi della vita, non ho mai conosciuto gente più goffa, più stupida, più mal destra, nè sì lenta o mal sicura in concetti d'ogni altro genere che non sia matematica pura, o musica. Non potete immaginarvi de' peggiori ragionatori, nè più fatalmente caparbi della loro opinione ove non avvenga che l'opinione da essi sposata sia la vera, il qual caso è rarissimo. Immaginazione, fantasia, invenzione sono cose estranie per essi, nè hanno parole nella loro lingua che ne esprimano il significato, perchè le loro idee non vanno al di là della parte meramente pedagogica delle facoltà dianzi menzionate.
Molti fra essi, quelli soprattutto che si dedicano al ramo astronomico, hanno gran fede nell'astrologia giudiziaria, benchè si vergognino confessarlo pubblicamente. Ma un fatto degnissimo d'ammirazione, e tale da sembrar quasi incredibile, si è la forte passione che hanno per tutto quanto concerne la politica del loro paese, la curiosità continua in essi di ogni affare del governo, la mania di profferire giudizi nelle materie di stato e di cimentarsi, disputando loro palmo a palmo il terreno, con tutte le sette politiche. Per dir vero ho notata la medesima inclinazione presso molti fra i matematici che ho conosciuti in Europa, benchè io non abbia mai saputo scoprire la menoma analogia fra queste due scienze, ove mai tal razza d'individui non s'immagini che, siccome i minori circoli hanno altrettanti gradi quanti ne hanno i massimi, non vi voglia per regolare il mondo maggiore abilità di quanta ce ne vuole a voltare un globo di su in giù; ma io do piuttosto la colpa di questo difetto ad una comune infermità della natura umana che ne inclina ad essere più curiosi ed appassionati appunto per quelle cose di cui c'intendiamo meno ed alle quali meno ci rese adatti il nostro studio o l'indole del nostro ingegno.
Questi signori in oltre sono in preda a continue inquietudini, che non lasciano mai un istante di requie alle loro menti; e, qui viene il bello, queste inquietudini sono d'un genere che dà ben poco o nessun fastidio a tutto il rimanente del genere umano. I loro travagli procedono da ogni cangiamento che temono ne' corpi celesti; per esempio temono che la terra, col continuo avvicinarsi al sole, gli si accosti poi tanto da rimanerne assorta e inghiottita; altre volte li prende la paura che la faccia del sole, a gradi a gradi incrostata dal condensamento de' propri efflussi, cessi finalmente d'illuminare la terra; pensano la terra essersi poco fa sottratta, come per miracolo, all'urto della cometa ultimamente comparsa, la quale se la toccava per un atomo, infallibilmente la inceneriva; si affannano per conseguenza su quella che secondo i loro calcoli dee comparire di qui a trenta anni, e che ne farà il tristo uffizio da cui ci siamo per questa volta salvati; nè possono essere precisi di più i ragionamenti che convalidano la loro predizione, perchè quando la cometa nel suo perigeo sarà in quella vicinanza del sole che i giustissimi loro calcoli hanno stabilita, riceverà un grado di calore mille volte più intenso di quello d'un ferro rovente, e nello scostarsi dal sole si porterà dietro una coda infocata, lunga diecimila cento e dieci miglia; rasente la qual coda se la terra passa ad una distanza sol di centomila miglia dal nucleus, o sia dalla massa principale della cometa, prende fuoco anch'essa, e la terra fu! Hanno anche un'altra paura, ed è che il sole, a furia di vibrar raggi, mancandogli finalmente la sostanza da cui questi raggi vengono alimentati, vada per consunzione e si annichili, la qual disgrazia porterà seco l'annichilamento della terra e di quanti pianeti ricevono e luce e calore da lui[28].
Sono sì perpetuamente agitati dalla paura di questi e di simili sovrastanti pericoli che nè possono dormir quieti sotto i loro tetti nè trovare alcun diletto nei piaceri e passatempi soliti della vita. Ogni mattina, appena incontrano qualcuno di loro conoscenza, la prima interrogazione che gli fanno è su la salute del sole, su la cera che esso avea nel coricarsi e nel destarsi, su le speranze che si possono avere di evitare l'urto dell'imminente cometa, imminente di qui a trent'anni. Ogni qual volta s'intertengono in questi parlari, non si mostrano niente diversi dai ragazzi i quali vanno matti dietro alle storie degli spiriti e dei folletti, poi, dopo che le hanno ascoltate non possono andare in letto dalla paura.
Le donne dell'isola possedono una gran dose di vivacità; disprezzano i propri mariti, ed hanno una tenerezza straordinaria per gli stranieri, de' quali ne somministra sempre un copioso numero il continente di sotto, o vengono per fare il loro torno di servizio alla corte, o per trattare i negozi delle città e corporazioni cui appartengono, o chiamati anche dai propri affari privati. Son dessi tenuti in vilissimo conto dagli uomini dell'isola, perchè mancano infatti delle prerogative dei Laputiani.