— «La saggezza, risposi, le belle doti e la ricchezza di vostra eccellenza hanno resa la sua casa immune da que' difetti che l'idiotaggine e la miseria hanno prodotti negli altri edifizi.

— «Se un di questi giorni, egli soggiunse, verrete con me alla mia casa di villeggiatura che domina i miei fondi, ed è distante di qui una ventina di miglia, avremo maggior agio a tal genere di conversazione.

— «Io sono sempre disposto ai comandi di vostra eccellenza, risposi, e secondo questo concerto partimmo per la campagna la mattina dopo».

Lungo il cammino, mi fece notare i diversi metodi praticati da que' fittaiuoli nel governo de' loro terreni, cose tutte che mi faceano stordire, perchè, eccetto alcuni pochi luoghi, non mi veniva fatto di scoprire una sola spica di grano o un sol filo d'erba. Ma dopo tre ore di corsa la scena fu affatto cangiata; entrammo in un bellissimo paese ove le case de' fittaiuoli, in poca distanza l'una dall'altra, erano decentissimamente fabbricate e begli spazi di terreno chiusi contenevano e vigneti e campi ricchi di messe e praterie; in somma non mi ricordo di avere mai veduta in mia vita una prospettiva tanto ridente. Sua eccellenza accortasi che mi si schiariva un poco la faccia a tal vista, mi disse mettendo un sospiro:

— «Qui cominciano i miei fondi, e li vedrete tutti così, finchè s'arrivi alla mia abitazione; ma i miei concittadini mi mettono in ridicolo e mi disprezzano, perchè dicono che amministro male le mie sostanze, e che do uno scandaloso esempio a tutto il reame; benchè per verità pochissimi lo seguono fuor d'alcuni che si guadagnano, come me, i predicati d'uomini di due secoli addietro, d'imbecilli, di pusillanimi e che so io?»

Arrivammo finalmente all'abitazione di sua eccellenza, costruzione nobilissima e fabbricata secondo le migliori regole dell'architettura degli antichi; le fontane, i giardini, i viali e i boschetti ne erano disposti con esatte proporzioni e gusto squisito. Io tributava le debite lodi a quante cose ivi io vedea, ma sua eccellenza non mostrava avvedersene; sol la sera, terminata la cena, e non essendovi alcun terzo che gli desse soggezione mi disse con cera malinconica:

— «Ho ben paura che dovrò fra poco atterrare le mie case tanto di città quanto di campagna per rifabbricarle alla moda d'oggidì; che dovrò distruggere tutte le mie piantagioni e ridurle alla forma moderna che l'uso domanda, dando istruzioni simili ai miei subordinati, se non voglio tirarmi addosso la taccia d'uomo superbo, singolare, vanaglorioso, ignorante e capriccioso, e aumentare forte il mal umore che sua maestà ha concepito verso di me. Cesseranno o certo scemeranno gli stupori che siete andato manifestandomi sin qui, poichè vi avrò informato di alcune particolarità delle quali probabilmente non vi sarà mai stato parlato alla corte; perchè que' signori son troppo immersi nelle loro speculazioni astratte per sapere che cosa passa quaggiù[29]».

La conclusione del suo discorso si riduceva a spiegarmi come da quarant'anni certi individui da Balnibarbi portatisi nel regno superiore di Laputa o per affari o per divertimenti, e tornatine addietro con un po' d'ìnfarinatura delle matematiche, ma pieni la testa di spiriti volatili acquistati in quelle aeree regioni, come questi individui al loro ripatriare avessero principiato ad avere a schifo ogni cosa di quaggiù e ad ideare divisamenti per ridurre ogn'arte, scienza, lingua e meccanica ad un novello sistema. A tal fine costoro, giusta quanto mi disse il mio narratore, si procurarono una regia patente per istituire un'accademia di progettisti in Lagado; ed il loro umore prevalse sì fortemente nella popolazione che non vi fu più una città di qualche importanza nel regno la quale non volesse avere la sua accademia. Ne' collegi dipendenti da queste accademie, i professori inventarono nuovi metodi di coltivazione e di costruzione e nuovi stromenti per ogni sorta di mestieri e di manifatture. Per chi badasse loro, un uomo solo arriverebbe a poter fare il lavoro di dieci uomini[30]; un palazzo ad essere fabbricato in una settimana e ciò non ostante riuscire di una saldezza da durare in eterno senza alcun bisogno di restaurazione. Tutti i frutti della terra verrebbero a maturità in qualsivoglia stagione piacesse averli, e crescerebbero ad una mole cento volte maggiore di quella che presentano oggidì, e s'avrebbero innumerabili altri vantaggi di questa natura. Il solo inconveniente è che nessuno finora di tali divisamenti è andato a buon termine; e che intanto l'intero paese è in preda al più deplorabile guasto, tutte le cose sono in rovina, ed il popolo non sa più di che cosa cibarsi o coprirsi. Da tutte le quali cose, in vece di essere scoraggiati, sono anzi spinti a dedicarsi con una intensione cinquanta volte maggiore ai loro disegni, gl'induca a ciò la speranza o la disperazione. «Quanto a me, mi diceva il mio illustre ospite, non mi sento dotato di tutto questo spirito intraprendente; contento di tenermi alle forme antiche, resto nelle case che i miei maggiori hanno fabbricate, e fo com'essi facevano in tutti i particolari della mia vita, senza pensare e tante innovazioni; alcuni pochi del mio grado hanno seguito il mio esempio, ma siamo tutti veduti di mal occhio e sprezzati come nemici dell'arti, ignoranti, e persin cattivi e fatali alla pubblica prosperità, perchè preferiamo i nostri comodi e le inspirazioni della nostra infingardaggine al miglioramento generale del nostro paese».