Feci i miei umilissimi ringraziamenti all'egregio personaggio che mi fu generoso d'una sì rilevante comunicazione, egli promisi che, se mai mi sarebbe dato dal destino il rivedere la mia nativa contrada, non avrei mancato di rendere a lui la giustizia che gli si competea come unico inventore di una macchina sì prodigiosa, di cui lo pregai lasciarmi levare il disegno.

Me gli feci per altro mallevadore che, se bene sia stile de' nostri dotti d'Europa il rubarsi a vicenda le scoperte (donde si ha almeno il vantaggio che lo stabilire chi sia il vero inventore divenga fra noi un punto di scientifica controversia[33]) ad onta di ciò, l'onore della sua invenzione gli rimarrebbe intero e senza un solo rivale.

Finalmente ci portammo alla scuola delle lingue in ora che i professori teneano consulta su i modi di perfezionare l'idioma di Lagado.

Il primo partito posto fu quello di accorciare il discorso col ridurre tutti i polisillabi in monosillabi, e coll'omettere i verbi ed i participii, per la ragione che tutte le cose immaginabili non sono altro che nomi.

L'altro fu quello di abolire le parole di qualunque sorta; il che avrebbe portato con sè, oltre ad una maggiore brevità, un vantaggio alla salute, essendo un fatto evidentissimo che quante parole pronunciamo, scemano logorandoli i nostri polmoni, e quindi accorciano la nostra vita. A tal fine fu immaginato un espediente pratico desunto dalla considerazione che ciascuna parola è il nome di una cosa. «Non sarebbe mo più conveniente, fu detto, che gli uomini si portassero seco le cose necessarie ad indicare le faccende intorno a cui vogliono istituire un discorso?» E certamente questo partito cotanto comodo e salubre sarebbe stato adottato se le donne soprattutto e il volgo e gl'indotti non avessero minacciata una rivoluzione ogni qual volta si fosse tolta loro la libertà di parlare all'usanza dei loro vecchi con la lingua che avevano in bocca; tanto irreconciliabile nemico della scienza è il volgo! Ciò non ostante molti fra i più dotti e saggi del paese abbracciarono tal proposta in quanto li riguardava. Non c'era infatti altro sconcio fuor quello che, se il negozio di cui un uomo dovea trattare, era assai intrecciato, o vero se aveva a discorrere su diversi soggetti, gli conveniva in proporzione portarsi su le spalle un maggior fascio di cose, o farsele portar dietro da un paio di gagliardi facchini. Ho spesse volte veduti due saggi di tal setta curvati sotto il peso di questi vocabolari di nuova stampa, come fra noi i merciaiuoli girovaghi, incontrarsi per istrada, porre giù le bisacce, aprirle, conversare insieme un'ora valendosi di quelle parole materiali, poi terminata la conversazione, raccozzarle di nuovo nelle stesse bisacce, aiutarsi l'un l'altro a rimettersele su le spalle e congedarsi.

Ma per dialoghi brevi un uomo può portarsi in tasca, o sotto il braccio, quante parole ci vogliono ai dialoghi stessi; ed in casa sua non mancherà mai l'occorrente per parlare. In forza di ciò le sale d'adunanza di chi si era messo a parlare questo idioma, abbondavano di tutte le cose necessarie ad alimentare un tal genere di conversazione pantomimica.

Un altro grande vantaggio che si riprometteano da simile trovato si era l'avere in pronto una lingua universale[34] fatta per essere intesa fra tutte le nazioni venute a civiltà, i cui possedimenti ed arnesi sono a un dipresso conformati in una stessa maniera o ben poco dissimile, onde, adoprati in vece di parole, possono essere intesi per tutto il mondo. Vedeano che in tal modo gli ambasciatori sarebbero stati in istato di negoziare con tutti i gabinetti stranieri, anche senza intenderne gl'idiomi particolari.

Intervenni pure ad una lezione di matematica, ove quel professore ammaestrava i suoi alunni con un metodo che non sarebbe venuto in mente a nessuno di noi in Europa. Il teorema e la dimostrazione erano bellamente scritti sopra una cialda sottile con un inchiostro composto di tintura cefalica. Questa cialda doveva essere inghiottita a stomaco digiuno dallo studente, il quale ne' tre successivi giorni non doveva cibarsi d'altro che di pane e acqua. Quando la cialda era digerita, i vapori della tintura erano saliti al capo dell'alunno e, essendosi portati seco il teorema e la dimostrazione, gli avevano improntati nella sede del suo cervello. Ma l'esito non corrispondeva alla bellezza del trovato, ora per equivoci occorsi nella composizione dell'inchiostro, ora per la malizia dei ragazzi, i quali avendo a schifo quel cibo, procuravano pretesti a sottrarsi di lì, mentre lo avevano in bocca, e lo sputavano via, sì che non potea certo produrre il suo effetto, oltrechè non se la sentivano troppo d'assoggettarsi a tal lunga astinenza senza di cui non giovava quella ricetta.