Tutta la predetta dissertazione, scritta con grande acutezza, contenea molte osservazioni singolari ed utili ad un tempo ai politici; pure capii che ci mancava ancor qualche cosa, onde m'arrischiai dirlo al suo autore ed esibirmi a farvi alcune piccole aggiunte. Accoltasi da questo la mia proposta con maggiore affabilità di quanta siamo soliti trovare negli altri scrittori, massime se appartengono alla classe dei progettisti, mi rispose che m'avrebbe ascoltato con tutto il piacere.

— «Sappiate dunque, gli dissi, che nella metropoli del regno di Trebnia[37], chiamata dai nativi Langden[38], ove durante i miei viaggi mi sono fermato per qualche tempo, la massa del popolo è tutta d'una stampa, è tutta quanta composta d'indagatori, di testimoni, di relatori, di giuratori, tutti protetti, tutti regolati, tutti spesati dai ministri di stato e dai loro deputati. Le congiure di quel regno sono per l'ordinario altrettante manifatture dirette da questi signori, i quali si prefiggono ora d'ingagliardire il credito in cui sono di profondi politici, ora di trovar pretesti per dare maggior forza all'amministrazione che ha un po' del fesso; ora di soffocare, o di dargli divagamenti, al mal umore che è generale; ora di colmare le proprie casse a furia di fabbricare tradimenti; ora di alzare, ora di sbassare il credito pubblico; in fine di ottener quell'intento che, secondo i casi, torna meglio al privato loro interesse. Primieramente sono convenuti e stabiliti fra loro i nomi degl'individui che hanno ad essere accusati di una congiura; poi tosto non si perde tempo nel sequestrare tutte le loro lettere e carte e nel mettere gl'imputati in prigione. Queste carte vengono consegnate ad una certa razza d'artisti, abilissimi nel trovar fuori misteriosi significati a loro modo ad ogni parola, sillaba e lettera;

per darvene un'idea, vi spiegheranno che una seggetta ha da voler dire consiglio privato;

un branco d'oche, senato;

un cane zoppo, un invasore[39];