Instruimmi il Padrone che negli Yahoos regnavano certe ragguardevoli qualità: ond’io non gliene avea fatta menzion di sorta; per lo meno, che io avea toccate assai di passaggio, in parlandogli degli Yahoos di mia spezie. Mi disse che questi Animali, come gli altri Bruti, aveano le femmine loro in comune; con questa differenza però, che la Yahoo femmina soffriva il maschio, finchè restasse incinta; e che i maschj combattevano con tanta perfidia contra le femmine, del pari che contra quegli del loro sesso: due cose ch’erano d’una brutalità senza esempio.
Un’altra odiosa singolarità ch’egli notata avea negli Yahoos era, l’eccessivo lor sucidume in tempo che tutti gli altri Animali sembravano animatori della pulitezza. Quanto alle due prime accuse, gradj molto di lasciarle passare senza risposta; perchè per altro io aveva nulla a dire. Ma per la terza, avrei ben potuto ripigliar facilmente, se nel Paese stato vi fosse un solo Porco, che non vi era per mia disgrazia: Essendo che, non ostante che quest’Animale sia per altro più amabile d’un Yahoo, sarebbevi, a parer mio, parzialità nell’asserire ch’ei fosse più pulito: del che il Padrone si sarebbe convinto egli medesimo, se veduto avesse tutto ciò che mangiano queste bestie, e con qual voluttà nel letame dimenarsi.
Accennò altresì il mio Padrone un altra qualità che i suoi domestici ravvisata aveano in molti Yahoos, e che parevagli inesplicabile. Disse, che talvolta saltava in capo ad un Yahoo di ritirarsi in un cantone, di mettersi ad urlare, e di dar de’colpi di piede a tutti quegli che se gli accostavano, tutto che fosse giovane, si portasse bene, e che avesse il suo bisogno di mangiare e di bere: Che non poteano immaginarsi i suoi servidori qual mosca l’avesse punto: E che il solo rimedio ch’essi sapevano, era di farlo ben lavorare; perchè riflettuto aveano che una fatica alquanto laboriosa, dissipava insensibilmente questa spezie di fantasie. La mia svisceratezza per l’Uman Genere quì m’impose il più profondo silenzio; comechè molto bene io distinguessi in ciò che io avea inteso, quelle sorte di capriccj, che produconsi dall’infingardia, dalla lussuria, e dalle ricchezze: Capriccj, ond’io mi comprometterei di guarire alcuni miei Compatriotti con la medesima Regola di governo.
Il Padrone avea eziandio osservato, che sovente qualche Yahoo femmina mettevasi dietro d’una motta di terra, overo dietro d’un cespo: che quando passavano certi giovani maschj, ella veder si faceva per metà, gli eccitava con morfie poi fingeva di nascondersi; e che allor quando un maschio si avanzava, ella piano piano ritiravasi volgendosi allo spesso al’indietro, e se ne suggiva con affettato spavento in qualche opportuno luogo, dove erale noto che il maschio l’avrebbe seguita.
Tal altra volta, se una femmina straniera capita presso loro, tre o quattro del suo lesso la circondano, la spiana da capo a piedi, civettansi l’une l’altre, e poscia con un’aria sdegnosa e di disprezzo ivi la piantano.
Può essere che in queste specolazioni del mio Padrone entrasse alquanto di sottigliezza Con tuttocciò, non fu senza una spezie di stordimento e altresì di rammarico, che io meditai che fosse forse un instinto delle femmine l’essere Invidiose, Vane, e Libertine.
Ad ogni instante stavami aspettando che il Padrone fosse per accusare gli Yahoos d’amendui i sessi di certi sregolati appetiti, che affatto affatto non sono incogniti fra noi. Ma di ciò nulla mi disse.
CAPITOLO VIII.
Particolarità concernenti gli Yahoos. Eccellenti qualità degli Houyhnhnms. Qual sia la loro educazione, e in quali esercizj nella lor giovinezza s’impieghino. Loro Assemblea generale.
COme naturalmente meglio che il mio Padrone doveva io conoscere la Natura umana, facile mi riusciva di applicarne a me medesimo e a’miei Compatriotti le lezioni. Per maggiormente instruirmi, il pregai di permettermi di passar alcuni giorni fra gli Yahoos del Vicinato; il che con bontà egli mi accordò; essendo bastevolmente persuaso che l’aversione che io nutriva per quelle bestie, non avrebbe lasciato impeciarmi del loro esempio, e oltracciò, ingiunse a uno de’suoi domestici, ch’era un Caval Sauro vigorosissimo, e d’un gregio naturale, di non abbandonarmi mai, e di guerentirmi dagl’insulti degli Yahoos; i qualli credendomi di loro spezie, mancato non avrebbono d’assaltarmi, pel principio medesimo che instiga le cornacchie di boscho a gettarsi sopra le domestiche, quando esse ne incontrano.