Ingenuamente confesso, che il poco di conoscenza, qualunque ella sia, che io posseggo, da me è dovuto alle Lezioni che ho ricevute dal mio Padrone, e a’saggi ragionamenti che ho intesi dagli Amici di lui.

Io non potea supplire a’muovimenti di rispetto che gli avvantaggj del Corpo, e soprattutto le ammirabili qualità dell’Anima degli Houyhnhnms eccitavano in me. Per vero dire, da principio io non risentiva quella naturale venerazione che gli Yahoos, e gli altri Animali del Paese lor portavano, ma a saggiarla troppo non tardai, e ad aggiugnervi quella riconoscenza e quell’amore, onde la bontà con la qual essi mi distinguevano dal rimanente di mia spezie, sì degni rendevagli. Quand’io pensa va alla mia Famiglia, a’miei Amici, o a’miei Compatriotti, od anche agli Uomini in generale, gli considerava come se stati essi fossero in figura, e in inclinazione realmente Yahoos; con la sola differenza ch’erano alquanto più colti, che parlavano, e che aveano in retaggio una Ragione, di cui nulladimeno non si servivano che per moltiplicare i propj vizzi; de’quali, i loro fratelli, gli Yahoos di quel Paese, non avevano che quella sola porzione che stata in loro impressa dalla Natura. Quando mi accadeva di specchiarmi in un Lago o in una Fonte, mi trovava assalito da un non so qual orrore; e più sopportevole della mia mi riusciva la vista d’un Yahoo ordinario. Conversando con gli Houyhnhnms, e considerandogli con diletto, sonomi insensibilmente avvezzato a prendere qualche cosa dell’aria loro, e della loro andattura; e gli Amici miei assai sovente mi an fatta fare osservazione, che spasseggiando noi in un sentiero piano, io trottava come un Cavallo; il che sempre presi per un graziosissi no complimento.

Nel più forte delle mia felicità, e in tempo che io, senz’altro, stava sicuro di passare in quel Paese gli restanti miei giorni, il mio Padrone una mattina di più buon’ora del solito, mandò a chiamarmi. Mi avvidi di qualche di lui confusione, e ch’ei non sapeva da qual parte cominciare il suo discorso. Dopo un brieve silenzio, dissemi: Ch’eragli ignoto in qual senso io dovessi prendere ciò che egli stava per notificarmi: Che nell’ultima Assemblea, al passo della quistione in proposito degli Yahoos i Deputati di tutti gli altri Distretti dichiarato aveano: Che stupivan essi al segno maggiore ch’egli nella sua Famiglia trattasse un Yahoo (era io quel desso) anzi in Houyhnhnm che in Bruto: Che conversasse con esso meco, come se dal mio commerzio ritrar potesse qualche piacere: Ch’era inaudita una somigliante condotta: e oltracciò, egualmente opposta alla Natura e alla Ragione. Aggiunse il mio Padrone, che per tanto avealo esortato l’Assemblea d’impiegarmi come gli altri Animali di mia spezie; oppure d’ordinarmi di ritornarmene a nuoto al luogo, donde io era venuto: Che il primo di questi espedienti era stato unanimamente rigettato da tutti gli Houyhnhnms che mi aveano veduto o in di lui Casa, o in quelle di loro: Imperocchè, allegavan eglino, essendo io, con la natural malizia di quegli Animali, dotato di qualche principio di Ragione, doveasi temere che io non gli guidassi con esso meco nelle montagne, per quindi gittarci nottetempo sulle mandre degli Houyhnhnms; il che era tanto più probabile, quanto che noi tutti eravamo d’un rapace ed infingardo temperamento,

Dissemi di più il Padrone, che egli Houyhnhnms suoi Vicini lo stimolavano tutto giorno ad eseguire l’Esortazione dell’Assemblea, e ch’egli non ardiva di recarvi maggior indugio. Mi accertò di dubitare che possibile mi fosse di guadagnar nuotando un altro Paese, e che per tal effetto desiderava che io costruissi un Vascello; il qual in picciolo rassomigliasse a quegli onde io fatta avergliene la descrizione, e con cui staccarmi potessi da quelle lor Terre: Che per altro io non sarei solo ad intraprendere una tal opera, ma che i suoi Servidori, ed altresì i suoi Vicini mano mi porgerebbono. Quanto alla vostra persona, continuò, sarei stato molto contento di tenervi al mio servigio, giacchè ho trovato che corretto vi siete di molti difetti, col procurar d’imitare gli Houyhnhnms, per quanto un Essere d’una Classe inferiore n’è capace.

A questo passo far riflettere debbo a’miei Leggitori, che un decreto dell’Assemblea generale di quel Paese è significato col Vocabolo Hnhleayn che spiega un’Esortazione, ciò provenendo, perchè essi non concepiscono come una Creatura ragionevole possa essere forzata a qualche cosa, come si possa comandarlela; imperocchè non saprebbe ella disubbidire alla Ragione, senza rinunziare nel tempo stesso al titolo di Creatura ragionevole.

Gittommi in sì fatta disperazione il ragionamento del mio Padrone, che incapace di soffrire l’orribilità del mio stato, cadei svenuto a’piedi di lui. Ricuperati ch’ebbi i miei sensi, mi protestò egli che mi aveva creduto morto; non essendo quel Popolo a somiglianti deliqui suggetto. Risposi con fiacco tuono, che beato me se una morte improvvisa terminate avesse le mie sciagure! Che tutto che io non avessi a replicar cosa alcuna sopra l’Esortazione dell’Assemblea, nè sopra le instanze degli Amici di lui, mi sembrava, non ostante, alquanto men di rigore non avrebbe potuto disconvenire a quell’alta Ragione che appariva in tutti i loro giudizj: Che io non poteva far a nuoto neppur una lega: e che probabilmente avrei dovuto farne più di cento, anzi di approdare a qualche Paese; Che per fabricare un picciolo Vascello, bisognavami molti materiali ch’era lor impossibile di provvedermi, e che perciò io risguardar dovea loro Esortazione come una sentenza di morte contra di me pronunziata: Che una morte appunto violenta era il menomo de’mali che io temessi; ma che in modo veruno esprimere io non potea la mia afflizione pensando, che quando anche per una serie di miracoli di restituirmi sano e salvo alla mia Patria mi riuscisse, sarei obbligato di passar i miei giorni fra gli Yahoos, ed esposto a ricadere ne’vizj miei primieri, per mancanza di esempj, che sul dritto sentiero della Virtù mi tenessero: Che mi era pur troppo noto sopra quali stabili ragioni fondati fossero i Decreti degli Houyhnhnms, per presumere di fargli rivocare con gli argomenti d’un miserabile Yahoo come me. E perciò, dopo di averlo umilissimamente ringraziato dell’offerta fattami in proposito dell’assistenza de’suoi Domestici; e di averlo pregato ad accordarmi uno spazio di tempo proporzionato alla grandezza dell’opera, gli dissi che io mi accigneva a conservar la mia vita per quanto fosse ella miserabile; e che se mai ritornato fossi nell’Inghilterra, io non disperava d’essere di qualche uso a quegli di mia spezie, col propor loro i virtuosi e saggj Houyhnhnms in modelli.

Fecemi il Padrone un’assai obbligante risposta, e due mesi mi accordò per metter in ordine il mio Cajcco. Ordinò pure al Cavallo Sauro, mio intrinsechissimo, di seguire in tutto le mie instruzioni; posciachè io mi era espresso che il solo di lui ajuto bastato mi sarebbe.

La prima mia attenzione fu di portarmi a quel luogo della spiaggia, ove i miei Marinaj mi avevano messo a terra. Salì un eminenza; e riguardando da tutte le parti in mare, credei di scuoprire una picciola Isola al Greco-Levante. Diedi di mano al mio canocchiale; e vidi allora distintamente ch’essere ella dovea cinque leghe da me, per lo meno secondo il mio calcolo; comechè il mio compagno la spacciasse per una nuvola: e ciò poi non era una gran maraviglia; essendo che, come egli non conosceva altro Paese che il suo, era cosa naturale che distinguere non potesse oggetti situati in mezzo all’acqua, in tanta distanza così ben come me, a cui era sì familiare quest’elemento.

Fatta una tale scoperta, fui di ritorno all’Abitazione. Andai il giorno dietro col Caval Sauro in un bosco a una picciola mezza lega da noi, per tagliarvi le legna onde io bisognava per l’esecuzione del mio imprendimento. Non istancherò chi legge con una diffusa descrizione di tutto ciò che facemmo in questo proposito: lor basterà di sapere che nel termine di sei settimane, con l’ajuto del mio Compagno, venni a capo di costruire una maniera di barchetta Indiana, e quattro remi. Le funi di mio servigio eran lavorate di canape, e di pelli d’Yahoos la mia vela. Consistevano le mie provisioni in alcuni Coniglj, e in alcuni Uccelli bolliti, e in due vasi; l’uno di latte, d’acqua l’altro ripieni.

In uno stagno vicino alla Casa del mio Padrone, saggiai se la barchetta tenesse all’acqua, e procurai di otturare alcune picciole aperture: dopo di che transferirono gli Yahoos alla riva del mare il mio Vascello sotto gli auspizj del Caval Sauro, e d’un altro Domestico.