Ben mi è noto che non è un grande onore quel che acquistar si può con Iscritti che genio nè scienza non esigono, ma semplicemente un poco di memoria e di esattezza nel registrar in carta quanto si ha veduto. So altresì, che fan parte al Pubblico de’loro Viaggj, soggiacciono alla sorte medesima che i Facitori de’Dizionarj; e vale a dire, sono scancellati da’loro Successori: il che gl’impegna a mentire un meglio dell’altro, per preservarsi dall’obblivione. Ed è probabilissimo, che verrà un giorno in cui de’Viaggiatori visiteranno le Regioni che furono da me descritte, e che collo scuoprire i miei errori, (se pur ve ne sono) e coll’aggiugnere molte nuove discoperte, occuperanno il mio posto nel Tempio della Memoria, e faran dimenticare, insino, che io mai abbia iscritto. Non vi ha dubbio che sarebbe questa una gran mortificazione per me, se il solo Amore d’una vana Fama, renduto Autore mi avesse: Ma come non presi di mira che il pubblico vantaggio, è impossibile che in tutte le circostanze mi vada fallito il disegno.

Conciossiacosachè; chi mai può leggere ciò che ho scritto delle Virtù degli Houyhnhnms senza arrossire de’propi suoi vizzi, quand’ei si consideri come l’Animale del suo Paese a cui sien caduti in retaggio la Ragione e il Governo? Io nulla dirò di quelle rimote Nazioni, ove gli Yahoos presiedono; fra le quali la men corrotta è quella de’Brobdingnagiani, le cui sagge Massime in Morale e in Politica, se lor osservassimo, alla nostra felicità molto contribuerebbono. Ma temo d’impegnarmi in una maggiore specificazione; e voglio piuttosto lasciar al Leggitore la libertà di far quelle riflessioni che più gli saran convenevoli.

Egli è un grand’argomento di piacere per me, quando penso che è esente da qualunque censura la mia Opera: Mercè che; cosa asserir si può contro ad uno Scrittore, il qual rapporta semplicemente i Fatti accaduti in Paesi lontani, ove non abbiam noi che fare, o per interessi Politici, o in riguardo al Commerzio? Con esatta attenzione mi tenni netto da quali siensi sbagli, onde per ordinario sono tacciati i Componitori di Viaggi. Oltracciò; non mi son sacrificato a verun partito; serissi bensì senza passione, senza prevenzioni, e senza un fine di malignità contra chi che sia. In iscrivendo, mi son proposto il più nobile oggetto del Mondo, il qual è l’instruzione degli Uomini; nel che dir posso senza vanità, che il commerzio ch’ebbi cogli Houyhnhnms impartimmi un gran vantaggio sopra que’che nelle Opere loro il fine medesimo si propongono. Non ho scritto con la speranza di approfittarmi, o d’acquistar vane lodi. Non ho messo in carta neppur parola, che a inferir vaglia il menomo rammarico a’più sensitivi: Cosicchè con giustizia spacciar mi posso per un Autore perfettamente incolpevole, e contra cui i Facitori di Riflessioni, d’Osservazioni e di Considerazioni, non avranno il menomo giusto motivo di mettere in opera i loro talenti.

Non so negare che fummi detto in piena confidenza, che essendo io Inglese, avrei dovuto al mio arrivo presentarne una Memoria al Segretario di Stato; essendo che tutti i Paesi che sono scoperti da un Suddito alla Corona appartengono. Ma molto dubito se le nostre vittorie sopra gli Abitanti de’Paesi di cui parlai, riuscissero sì facili per quanto quelle che Fernando Cortez riportò sopra Affricani ignudi. A mio credere, i Lillipuziani non vagliono la pena che si armi una Flotta per soggiogargli; e temerei un pessimo riuscimento, se s’intentasse la cosa stessa a riguardo de’Brobdingnagiani: oppure che un’Armata Inglese non si trovasse in tutte le sue comodità se si vedesse l’Isola Volante sopra la sua testa. Vero è che gli Houyhnhnms non sono molto esperti nel mestier della Guerra, e che soprattutto sarebbono molto imbrogliati per guarentirsi da’colpi del nostro Cannone, e de’nostri Moschetti. Non ostante; anche che fossi un Ministro di Stato, non consiglierei giammai di praticarsi un’invasione nel loro Paese. L’intrepidezza loro, la loro prudenza, la loro unanimità, e l’inviolabile loro affetto per la Patria, terrebbono lor luogo d’esperienza nell’Arte militare. Ma in vece di formar progetti per debellar la Nazion magnanima degli Houyhnhnms, sarebbe a desiderarsi, che fosser eglino in istato e in disposizione di spedire un numero sufficiente di essi loro, per insegnar agli Europei i primi principj dell’Onore, della Giustizia, della Veracità, della Temperanza, della Grandezza d’Animo, della Castità, della Benevolenza, e dell’Amicizia. Virtù, di cui tuttavia ne conserviamo i nomi della nostra favella; come, se fosse d’uopo, co’Libri di molti nostri Scrittori potrei pruovarlo.

Ma evvi eziandio un’altra ragione, la qual moderarebbe la mia sollecitudine nel dilatare i Dominj di Sua Maestà, se capace fossi. Per vero dire, mi erano entrati alcuni piccioli scrupoli sopra la Giustizia distributiva in questa sorta d’occasioni. Per esempio; una Truppa di Pirati, senza saper dove, è sospinta da una una burrasca: Un Mozzo s’arrampica ad alto dell’Albero di Maestra e vede Terra; la Ciurma vi approda per praticarvi un saccomanno; vede un miserabile Popolo che la riceve con amistà e con piacevolezza; impone un nuovo nome a quella Regione, prendendone il possesso in buona forma pel Re; alza in guisa di Monumento una pietra o qualche marcina tavola: accoppa una trentina de’Naturali e ne asporta una mezza dozzina perchè serva di mostra; se ne ritorna al suo Paese e ottien la sua grazia. Qual felicità per un Monarca d’aver Sudditi così zelanti per far valere i giusti Diritti di lui: Non si lascian perciò dimentiche le utili loro scoperte. Con prima opportunità sono spediti Vascelli, i Natii del Paese sono scacciati o destrutti; i loro Principi messi alla tortura perchè palesino i loro Tesori, e sono autorizzati gli Atti tutti d’insolenza o d’inumanità. E quest’esecrabile brigata di carnefici messa in opera per una sì pia spedizione, si chiama una Colonia moderna, colà trasferitasi per convertire, e per rendere colto un Idolatra e barbaro popolo.

Ma è forza che io dica altresì, che una somigliante descrizione non conviene a patto veruno alla Nazione Inglese; la quale, nello stabilimento delle Colonie, ha sempre osservate le regole della più perfetta prudenza, e della più esatta equità; che in questa sorta di fondazioni proponesi in primario vantaggio l’avanzamento della Religione; che non vi spedisce che Pastori pii e capaci di predicare il Cristianesimo: che non affida le Cariche civili, che ad abilissimi e totalmente incorrutibili Uffiziali, e che, per tutto dire, fa sempre scelta di vigilanti e virtuosi Governatori, i quali non anno altra mira che la felicità del Popolo ch’è lor sommesso, e l’onor del Monarca loro Signore.

Come però da un canto, i Paesi da me descritti non sembrano aggevoli per praticarvisi incursioni; e che dall’altro non abbondano nè in oro, nè in argento, nè in zucchero, nè in tabacco; patisco la tentazione di credere che non sien questi oggetti convenevoli al nostro zelo, ai nostro valore, al nostro interesse. Che se è diversa l’opinione di quegli a cui ciò spettar potrebbe, io sono pronto ad attestare, quando giuridicamente ci sia eccitato: Che verun Europeo, prima di me non ha posto piede in quel Paese, per lo meno, se deggiasi prestar fede agli Abitatori. Puossi veramente trarre un’obbiezione da que’due Yahoos che si eran veduti già alcuni secoli sopra una Montagna delle Terre degli Houyhnhnms, e da’quali, ha riferto di questi Animali, la razza di quelle bestie era discesa. E’tanto più forte quest’obbiezione, quanto che osservai nella loro posterità alcuni delineamenti Inglesi, comechè non troppo distinti: Ma lascio a coloro che son versati nelle Leggi che risguardano le Colonie, il decidere fin a qual segno cotale mia osservazione fondi i nostri Diritti sopra quelle Regioni.

Quanto alla formalità di prender ne possesso a nome del mio Sovrano, ella non mi si è mai presentata all’idea; e quando pure riflettuto ci avessi, avrebbemi insegnato la prudenza di rimmettere a miglior opportunità una somigliante cerimonia.

Avendo io così risposto alla sola obbiezione che potrebbemi esser fatta come a Viaggiatore, prendo quì licenza da’cari Leggitori miei, e mi accingo, al presente, a ben valermi dell’eccellenti Lezioni che ho ricevuto dagli Houyhnhnms, ad instruire gli Yahoos di mia Famiglia per quanto potrà lor permettere la loro naturale indocilità: a considerar sovente in uno specchio la mia figura, affin d’avvezzarmi insensibilmente a soffrir la vista d’una Creatura umana: a compiagnere la stupidezza degli Houyhnhnms del mio Paese, ma non ostante a trattar con rispetto le loro persone, per l’amore dell’amabile mio Padrone, della sua Famiglia, e de’suoi Amici, a’quali i nostri Houyhnhnms an l’onore di rassomigliare per la figura; tutto che a riguardo dell’intelligenza, dal tutto al tutto ne differiscano.

La passata settimana permisi per la prima volta a mia Moglie di pranzare con esso meco, ma a condizione ch’ella adagiar si dovesse all’estremità più distante d’una lunga tavola. Non è già che io non mi ricorda che aveano il loro allettamento certe vecchie abitudini: ma fin a questo momento mi è riuscito impossibile d’accostarmi ad un Yahoo; senza temere le sue unghie e i suoi denti.