— Io! aiutarvi a....
— Ed io divido con voi il premio di duemila sterline promesso dalla Banca d’Inghilterra.
— Mai!„ rispose Gambalesta, che volle rialzarsi e ricadde, sentendo che la ragione e le forze lo abbandonavano insieme.
“Signor Fix, diss’egli balbettando, quand’anco tutto ciò che mi avete detto fosse vero.... quando il mio padrone fosse il ladro che cercate.... cosa che io nego.... sono stato.... sono al suo servizio.... l’ho visto buono e generoso.... Tradirlo.... mai.... no, per tutto l’oro del mondo.... Io sono di un villaggio dove non si mangia di codesto pane!...
— Rifiutate?
— Rifiuto.
— Facciamo come se non avessi detto nulla, rispose Fix, e beviamo.
— Sì, beviamo!
Gambalesta si sentiva sempre più invadere dall’ubbriachezza. Fix, comprendendo che bisognava ad ogni costo separarlo dal suo padrone, volle finirla. Sulla tavola c’erano alcune pipe cariche d’oppio. Fix ne pose destramente una nella mano di Gambalesta, che la prese, se la portò alle labbra, la accese, ne trasse alcune boccate di fumo, e ricadde, con la testa aggravata sotto l’influenza del narcotico.
“Finalmente, disse Fix mirando Gambalesta annichilito, il signor Fogg non sarà avvisato a tempo della partenza del Carnatic, e se parte, almeno partirà senza questo maledetto Francese!