— Senza di voi, signora?... rispose l’agente. Ma, scusate la mia domanda, voi volevate dunque partire su quel piroscafo?

— Sì, signore.

— Anch’io, signora, ed eccomi qui tutto fuor di me. Il Carnatic, terminati i suoi raddobbi, ha lasciato Hong-Kong dodici ore più presto senz’avvisare nessuno, ed ora bisognerà aspettare otto giorni la prossima partenza.„

Pronunciando queste parole “otto giorni,„ Fix sentiva il suo cuore balzare di gioia. Otto giorni! Fogg trattenuto otto giorni a Hong-Kong! Si avrebbe il tempo di ricevere il mandato d’arresto. Insomma la sorte si dichiarava pel rappresentante della legge.

Il lettore s’immagini che tegola gli piombasse sul capo quando udì Phileas Fogg dire con la sua voce tranquilla:

“Ci sono ben altre navi oltre il Carnatic, mi pare, nel porto di Hong-Kong.„

Il signor Fogg, offrendo il suo braccio a mistress Auda, si diresse verso i docks in cerca di una nave in partenza.

Fix, sbalordito, teneva dietro. Si sarebbe detto che un filo lo legava a quest’uomo.

Tuttavia, la sorte sembrò veramente abbandonare colui cui aveva tanto favorito sin allora. Il signor Fogg percorse il porto in tutti i sensi, durante tre ore, deciso, all’occorrenza, a noleggiare egli solo una nave per trasportarlo a Yokohama; egli non vide che delle navi in carico e in iscarico, e che, quindi, non potevano partire. Fix riprese a sperare.

Però il signor Fogg non si sconcertava, e stava per continuare le sue ricerche, dovess’anco spingersi sino a Macao, quando fu avvicinato da un marinaio.