Gambalesta entrò in scena ed andò a schierarsi con que’ suoi colleghi che dovevano formare la base del Carro di Jaggernaut. Tutti si stesero a terra, col naso ritto al cielo. Una seconda squadra di equilibristi andò a posarsi su quelle lunghe appendici, una terza le tenne dietro, indi una quarta, e su quei nasi che si toccavano soltanto per la punta, un monumento umano s’innalzò in brev’ora sino al soffitto del teatro.
Ora, gli applausi raddoppiavano e gl’istrumenti dell’orchestra rintronavano come tanti fulmini, quando la piramide vacillò, l’equilibrio si ruppe, uno dei punti d’appoggio della base venne a mancare, e il monumento crollò come un castello di carte....
Era Gambalesta che, abbandonando il suo posto, saltando la balaustra senza il soccorso delle sue ali, ed arrampicandosi sulla galleria di destra, cadeva ai piedi di uno spettatore, esclamando:
“Ah! padron mio! padron mio!
— Voi?
— Io!
— Ebbene, quand’è così, al piroscafo, ragazzo mio!...„
Il signor Fogg, mistress Auda che l’accompagnava, e Gambalesta si erano precipitati pei corridoi al difuori della baracca. Ma ivi essi trovarono l’onorevole Batulcar, furente, che reclamava danni e interessi per il “crollo.„ Phileas Fogg placò il suo furore gettandogli una manata di banconote. E alle sei e mezzo, al momento che stava per partire, il signor Fogg e mistress Auda ponevano piede sul piroscafo americano, seguiti da Gambalesta, che portava le ali sulla schiena, e sulla faccia quel naso di sei piedi che non s’era ancora potuto strappare dal volto.
CAPITOLO XXIV. Durante il quale si compie la traversata dell’Oceano Pacifico.
Ciò che era accaduto in vista di Shangai, il lettore lo avrà capito a quest’ora. I segnali fatti dalla Tankadera erano stati veduti dal piroscafo di Yokohama. Il capitano, vedendo una bandiera in derna, si era diretto verso la piccola goletta. Da lì a pochi istanti, Phileas Fogg, saldando il suo passaggio al prezzo convenuto, metteva in tasca del padrone John Bunsby cinquecentocinquanta sterline (14,750 fr.). Indi, l’onorevole gentleman, mistress Auda e Fix erano saliti a bordo dello steamer, che aveva fatto senz’altro via per Nagasaki e Yokohama.