Gambalesta si presentò.

“È la seconda volta che vi chiamo, disse il signor Fogg.

— Ma non è mezzanotte, rispose Gambalesta col suo orologio in mano.

— Lo so, riprese Phileas Fogg, e non vi faccio rimprovero. Noi partiamo da qui a dieci minuti per Douvres e Calais.„

Una specie di smorfia si delineò sulla rotonda faccia del francese. Era evidente che non aveva inteso bene.

“Il signore cambia abitazione? domandò egli.

— Sì, rispose Phileas Fogg. Noi andiamo a fare il giro del mondo.„

Gambalesta, l’occhio smisuratamente aperto, le palpebre e il sopracciglio in alto, le braccia distese, il corpo accasciato, presentava allora tutti i sintomi della maraviglia spinta fino allo stupore.

“Il giro del mondo! mormorò egli.

— In ottanta giorni, rispose il signor Fogg. Dunque, non abbiamo un solo istante da sciupare.