— Eccoli.
— Bene, prendete questo sacco.
Il signor Fogg consegnò il suo sacco a Gambalesta.
— E abbiatene cura, soggiunse. Ci son dentro ventimila sterline (500.000 franchi).
Mancò poco che il sacco sgusciasse dalle mani di Gambalesta, come se ventimila sterline fossero state in oro e di un peso considerevole.
Il padrone e il servo discesero allora, e la porta di strada fu chiusa a doppio giro.
Una stazione di carrozze si trovava all’estremità di Saville-row. Il signor Phileas Fogg ed il suo servo salirono in un cab (cittadina) che si diresse rapidamente verso lo scalo di Charing-Cross, a cui metteva capo una delle diramazioni del South Eastern railway.
Alle otto e venti, il cab si fermò al cancello della stazione. Gambalesta balzò a terra. Il suo padrone lo seguì e pagò il cocchiere.
In quel momento, una povera mendicante, che teneva un fanciullo per mano a piedi nudi nel fango, coperta da un cappello svecchiato da cui pendeva una piuma miserabile, uno sciallo a brandelli sui suoi cenci, si avvicinò al signor Phileas Fogg e gli chiese l’elemosina.
Phileas Fogg trasse di tasca le venti ghinee guadagnate poc’anzi al whist, e presentandole alla mendicante: