Il treno si era fermato in stazione. Gambalesta scese pel primo dal vagone, e fu seguito dal signor Fogg, che aiutò la sua giovine compagna a por piede sullo scalo. Phileas Fogg intendeva recarsi direttamente al piroscafo di Hong-Kong, a fine di collocarvi comodamente mistress Auda cui non voleva abbandonare, finchè ella si trovasse in quel paese tanto pericoloso per lei.
Al momento in cui il signor Fogg stava per uscire dalla stazione, un policeman gli si avvicinò e disse:
“Il signor Phileas Fogg?
— Sono io.
— Quest’uomo è il vostro servo? aggiunse il policeman, additando Gambalesta.
— Sì.
— Compiacetevi di seguirmi entrambi.„
Il signor Fogg non fece un movimento che potesse dinotare in lui una sorpresa qualunque. Quell’agente era un rappresentante della legge, e, per ogni Inglese, la legge è sacra. Gambalesta con le sue abitudini francesi volle discutere, ma il policeman lo toccò con la sua bacchetta, e Phileas Fogg gli fe’ cenno d’obbedire.
“Questa giovane signora può accompagnarci? chiese il signor Fogg.
— Faccia pure,„ rispose il policeman.