[LXXV.]
Non vi lassarò ora al presente, che io non vi divisi Cartaggine come ella era posta e fondata. La città era tutta intorniata di mura, ed era dieci miglia passi di longhezza; le mura erano alte quaranta gomita, tutte di pietra murate a fina calcina, ch'era altresì forte come la pietra, ed erano grosse le mura trenta piei. Tutta la città poca ne falliva ch'era cinta di queste mura, e sì aveva due braccia di terreno che si stendevano infino al mare, e là entro veniva il mare, il quale era largo tre milia passi dall'uno braccio della terra a l'altro; e quello mare ch'era inentro, chiamavano li Cartagginesi stagno, perciò ch'e venti non vi potevano, perchè le mura erano alte e grosse, e la torre dall'una parte e dall'altra sì lo difendeva dal vento. Sopra quello stagno infra li due bracci della terra, ch'io v'ô detto, era la ricca torre, la quale Bisse era chiamata; questa torre era più di mille passi larga, e tanto era forte e grossa e di grande altezza, che pareva che giognesse alle nuvile. A quella nobile torre, che sopra al mare era posta, giognevano li forti muri della città alti e grossi, e molte più altre torri v'erano alte e grosse dalla parte dov'era il terreno; e aveva intorno fossi larghi e profondi, e all'entrata della città sopra le porti erano due torri per difendare l'entrata.
[LXXVI.]
Molto era la città di Cartaggine forte in quello tempo e fornita di buona gente provata e molto vigorosa, ma d'armadure per loro difendare avevano la maggiore parte grande mancamento. Li consoli di Roma, che grande numaro di gente avevano appiè e a cavallo, fecero la città assalire per mare e per terra, e tanto fecero che per forza gittaro co' loro ingegni alle mura di verso terra ferma, delle quali mura abbattero una grande parte, e quelli della città si difendevano vigorosamente con archi e con saette e con altri ingegni, ch'elli avevano fatti per loro difendare; ma tanto gli assalsero e Romani in diverse parti, che Lucio Censorino e gran parte di sua gente si missero per la città per le rotture ch'eglino avevano fatte nelle mura; ma li Cartagginesi se lo' fecero alla rincontra, che li ricevettero arditamente coll'aiuto di coloro ch'erano in sulle mura, che lo' gittavano grandi pietre, sicchè li rimissero per forza fuore della città; e molto v'arebbero allora li Romani riceuto danno, se non fusse Publio Scipio, che suo corpo solamente ritenne la forza de' Cartagginesi, e sì li rimisse a malgrado loro dentro alle mura per sua grande prodezza.