Sott. il Podestà e tutti gli Assessori.
N.o V.
I. R. DIREZIONE GENERALE DELLA POLIZIA
AVVISO
Gente inquieta e facinorosa, sparsa in numero considerevole nei punti principali e più frequentati di questa Città, osava jeri d’ingiuriare in pubblico tranquilli abitanti per impedir loro l’uso innocente di fumar tabacco, ed ardiva farlo anche attruppandosi e violentando i passaggeri colti a fumare.
A reprimere un tanto eccesso e per dissipare gli attruppamenti, furono attivate pattuglie di forza armata; e perchè non si rinnovino questi colpevoli tentativi, si avverte il Pubblico, che saranno tosto arrestati coloro che vi si abbandonassero; che la Forza pubblica di Polizia procederà, completamente armata, per rintuzzare con vigore ogni criminosa resistenza, e che, a tenore dell’Avviso pubblicato il giorno 10 Settembre pross.o sc.o si userà di tutto il rigore per dissipare ogni attruppamento.
Dovranno quindi imputare a sè stessi la qualunque dannosa conseguenza che derivasse da queste necessarie disposizioni anche coloro che si confondessero, sebbene inoperosi, coi turbolenti; e ne dovranno egualmente accagionare sè stessi quei genitori, quei tutori, quei padroni di botteghe che non sapessero vegliare sui loro figli, tutelati e garzoni per impedirli dal prender parte anche di sola curiosità nei ripetuti attruppamenti, non potendosi in simili casi distinguere gli innocenti dai colpevoli.
Essendo pure da qualche tempo invalso ed esteso l’abuso riprovevole d’imbrattare all’esterno le muraglie delle Chiese, dei Pubblici edificj e delle Case private con maligne iscrizioni, con cartelli ingiuriosi, e con segni figurativi indecenti, s’ingiunge a tutti il divieto di praticarlo, sotto comminatoria dell’immediato arresto, salvo quant’altro fosse di legge.
Eguale misura del personale arresto, e colla stessa riserva di quant’altro fosse di legge, sarà adoperata a far cessare i canti, le grida e gli schiamazzi smodati che si frequentano di notte, e che sono per sè stessi contrarii alla quiete generale degli abitanti. E perchè nelle predette iscrizioni e canti si ardisce di far abuso talvolta del nome Venerabile e Sacro del Sommo Pontefice, si ricorda come Esso nell’allocuzione detta nel Concistoro tenuto il giorno 4 Ottobre p. p. siasi in proposito espresso come segue:
«Gravissimamente ci duole non per tanto che in varii luoghi vi abbino alcuni i quali temerariamente del Nostro Nome abusino con gravissimo oltraggio alla Nostra Persona ed alla Suprema Nostra Dignità. La qual cosa (conchiude l’altefatta Santità Sua) certamente Noi grandemente abborriamo qual contraria alle nostre intenzioni, come appare dalle nostre Encicliche a tutti i nostri Venerabili Fratelli, i Vescovi, indirizzate il 9 di Novembre scorso.»