OGNUNO SI TACCIA
E DALLE TENEBROSE TOMBE
DEI TRUCIDATI NOSTRI FRATELLI
ODA
IL CELESTE COMANDO DEL RELIGIOSO SOVVENIMENTO
AD ESSI DOVUTO
CHE VITTIME DI GUERRA INTESTINA
VOLLERO
NOI SALVI DALL’OPPRESSIONE
DELLO STRANIERO ABBOMINATO DOMINIO.

Larga corona intorno a quel rialzo vi faceva la Guardia Civica in bellissimo aspetto, ed in mirabilissimo ordine, come mirabile oltre ogni dire era l’ordine mantenuto dalla calca del popolo. Volgendo lo sguardo al Duomo, tutto gremito vedeasi ad ogni marmoreo parapetto di affollata gente, spettacolo nuovo senza dubbio per noi; ed abbassando l’occhio sulla Porta del Sacro Tempio leggevasi su gran cartello sovraornato da un’urna coperta da strato tricolore e negro velo:


AI MARTIRI DELLA PATRIA
CHE NELLE V GIORNATE DI MARZO
L’ITALICO RISCATTO SUGGELLARONO
COL SANGUE
SEME FECONDO DI FAMIGLIE NOVELLE
DEVOTE A TUTTI I GRANDI PENSIERI
A TUTTE L’OPERE GENEROSE
IL POPOLO MILANESE
PREGA LA REQUIE ETERNA
ED OFFRENDO AL SIGNORE
L’IMMACOLATA LORO GLORIA
IMPLORA
CHE IL MAGNANIMO SACRIFICIO
SALVI ITALIA TUTTA.

Entrando nel tempio, aperte le ampie cortine di nero drappo frangiato d’argento con sovrapposto velo, era di tristezza, d’amore, di riconoscenza, di voti sinceri innalzati a Dio per quelle anime benedette e generose ogni cuore commosso, perchè con affetto insolito mirava quelle imponenti colonne, a neri tappeti e argento addobbate, portar ciascuna uno stemma a guisa di scudo, chiuso da corona d’alloro e attraversato da negro velo, con impressi i nomi, parte a parte distribuiti, de’ valorosi che caddero per la gloria del paese, per la vittoria nazionale alla quale ardentemente agognavano. Le faci risplendevano perchè legger si potessero, e rimaner potessero nell’animo nostro scolpiti.

Fra gl’intercolunnii pendevano le tricolori bandiere attraversate esse pure da un velo, e l’occhio guidato lungo quell’ampio accesso al funereo monumento, che s’ergeva prossimo all’altar maggiore, restava meraviglioso e attonito di quella grandiosità che le parole nostre non saprebbero esprimere.

Quel funebre catafalco che s’alzava a piramide tutto a lutto coperto, ornato di alti fusti orditi a cipresso sui quattro angoli e con elmi, emblemi, e scudi, e allori, e bandiere intrecciate da bruno velo, portava alle quattro facce le seguenti epigrafi:

Nella faccia verso la porta della Metropolitana.

SALVETE
O MARTIRI GLORIOSI
DELL’ITALICO RISORGIMENTO
CADUTI NELL’EROICA PUGNA
O SGOZZATI A TRADIMENTO DAL BARBARO
NELL’IRA DELLA FUGA
SALVETE
IN NOME DI QUESTA CITTA’
PER VOI SCAMPATA ALL’ESTREMO ECCIDIO
IN NOME D’ITALIA
PER VOI SUSCITATA ALL’ENERGIA DELL’OPERE
IN NOME DI TUTTO IL MONDO CIVILE
CHE VI BENEDICE E V’AMMIRA.