Tutto, tutto fu tuo dono:
A fanciulli trepidanti
Prodigasti dei giganti
L’ardimento ed il vigor.

Il superbo condottiere
Forte d’armi e siti e squadre
Truculenti, sozze e ladre
Vaneggiò nel suo furor.

Sterminarci avea giurato:
Dalle ignite instanti rocche
Fulminavan mille bocche
Sullo stretto abitator.

Per le piazze, per le vie
Tuonan rei bronzi omicidi,
Cui risponde in lieti gridi
Dai serragli il difensor

Lungo il vallo una masnada
Imbriaca, e d’ira pazza.
Tetti e colti arde, e gavazza
Tra i singulti di chi mor.

Nella notte il ciel divampa
D’alte fiamme scellerate,
Crollan, piombano sfasciate
Case e torri ad or ad or.

Ma tra i gridi e le ruine,
Tra il rimbombo de’ tormenti,
Un rintocco assiduo senti
Pio, solenne, animator.

A quel suon, quasi a banchetto
Sulle barbare coorti,
Irrompeano i pochi forti,
E tu, Iddio, fosti con lor.

Il tuo soffio li trasporta
Esultanti alla battaglia,
Il tuo soffio apre e sbaraglia
Il barbarico furor.

Mille e mille armati e istrutti,
Qual minuta arena al vento,
Van dispersi in un momento;
Tutto è fuga, ansia e terror.