AL COMITATO DI GOVERNO
DELLA REPUBBLICA CISALPINA.

Dirigo al Comitato, giusta l’autorizzazione che ne ho ricevuta dal Governo Francese, una copia autentica del Trattato di Pace conchiuso in Luneville il dì venti Piovoso anno 9 tra l’Imperatore e la Repubblica Francese, e le ratifiche del quale sono state ricambiate.

Vi prego d’avere la compiacenza di rendere pubblico questo Trattato in tutti i dipartimenti, acciocchè il Popolo Cisalpino non abbia più ver un dubbio sulla sua Indipendenza, e sulla sua Sovranità.

Salute e considerazione
Segnat. PETIET.

Per copia conforme

Il Segretario Generale
Clavena.

BONAPARTE, primo console, in nome del popolo francese; I Consoli della Repubblica avendo veduto ed esaminato il Trattato conchiuso, stabilito e firmato a Luneville il giorno venti Piovoso anno nono della Repubblica Francese (nove febbrajo mille ottocento uno) dal Cittadino Giuseppe Bonaparte, Consigliere di Stato, in forza di pieni poteri, che gli erano stati conferiti per tale effetto, col Sig. Luigi, Conte del S. R. I., di Cobenzl, Ministro Plenipotenziario di S. M. l’Imperatore, Re d’Ungheria e di Boemia, egualmente munito di pieni poteri; del qual Trattato segue il tenore:

Milano, 3 Pratile Anno 9 Repubblicano.

IL COMITATO DI GOVERNO AL POPOLO CISALPINO
PROCLAMA

Sospirato dall’universale impazienza, rivocato in dubbio da pochi affatto nuovi ne’ politici arcani, o increduli per malizia, ecco finalmente in solenne forma comunicato dal Governo Francese il TRATTATO DI PACE conchiuso in Luneville, ratificato dalle due Potenze Contraenti. Questo Palladio della Indipendenza, della Sovranità, de’ destini futuri del Popolo Cisalpino, è stato rimesso al Comitato di Governo dal Cittadino Petiet, consigliere di Stato, Ministro Straordinario del Governo Francese, in conseguenza dell’autorizzazione, che ne ha ricevuta, e accompagnato con Lettera di questo giorno, che vien pubblicata colle stampe nelle due Lingue in fronte al Trattato.