Si levi il Popolo Cisalpino ad accogliere fra gli evviva festosi questo Monumento della lealtà della GRANDE NAZIONE. Il Governo non frappone ritardo ad ordinare, che sia proclamato ne’ luoghi più popolosi, e frequentati di tutti i Dipartimenti della Repubblica. A tutti i Cittadini debbe esser noto, tutti debbono conoscere, tutti custodire nella memoria un Trattato, che rinnovando la troppo disputata, ed ora più che mai inconcussa Convenzione di Campo-Formio, ripone la Repubblica Cisalpina nel novero delle Potenze d’Europa. Per esso la Repubblica rispettata al di fuori, potrà nell’interno fiorire ben ordinata e felice. Per esso saprà in breve adottare una Costituzione conforme alle sue relazioni politiche, alle sue fisiche circostanze, al carattere morale de’ suoi Cittadini, e sopra queste, come su Pietra fondamentale, elevare l’Edifizio di sagge Leggi, che le sue forze sviluppino, che rinvigoriscano i legami della concordia civile e de’ rapporti sociali, che migliorino i costumi, e così provvedano alla sicurezza, alla prosperità, alla gloria Nazionale.

Il Comitato di Governo

SOMMARIVA.—VISCONTI.—RUGA.

Clavena Segretario Generale.

TRATTATO DI PACE
TRA L’IMPERATORE, RE D’UNGHERIA E DI BOEMIA
E LA REPUBBLICA FRANCESE

Conchiuso in Luneville il dì venti Piovoso anno nono (nove febbraio mille ottocento uno) e le ratifiche del quale sono state ricambiate a Parigi il venticinque Ventoso anno nono.

Sua Maestà l’imperatore Re d’Ungheria e di Boemia, ed il primo Console della Repubblica Francese in nome del Popolo francese, avendo egualmente a cuore di far cessare le disgrazie della guerra, hanno risoluto di procedere alla conclusione d’un trattato definitivo di pace ed amicizia.

La detta S. M. I. e R. non desiderando meno vivamente di far partecipe l’Impero Germanico dei beneficj della pace, e non lasciando le presenti congiunture il tempo necessario affine che l’Impero sia consultato, e possa intervenire co’ suoi Deputati nella negoziazione; la detta M. S. avendo altronde riguardo a quanto si è consentito dalla Deputazione dell’Impero nel precedente Congresso di Rastadt, secondo l’esempio di quanto ha avuto luogo in simili circostanze, ha risolto di stipulare esso in nome del Corpo Germanico.

In conseguenza di che, le Parti contraenti hanno nominato per li Plenipotenziarj i seguenti, cioè:

S. M. I. R., il Sig. Luigi di Cobenzl, conte del S. R. I., cavaliere del Toson d’Oro, Gran Croce dell’Ordine Reale di S. Stefano, e dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, Ciambellano, Consigliere intimo attuale della detta M. S. I. R., suo Ministro di conferenze, e Vice-cancelliere di Corte e di Stato;