Polcastro Girolamo, senatore, [79].

Polfranceschi Pietro, consigliere di Stato, [80]; generale di brigata, [84].

Porro Ferdinando, prefetto del Brenta, [86].

Porro Luigi firma l'istanza pei Collegi, [17]; in compagnia del Pino il giorno 20 aprile, [23]; va a invitare gli Austriaci in Milano, [160].

Porta Carlo firma l'istanza pei Collegi, [61].

Prandina Gaetano, capo divisione nel ministero della giustizia, [82].

Predabissi Francesco, giudice di cassazione, [81].

Prevosti Giulio firma l'istanza pei Collegi, [62].

Prina Giuseppe, ministro delle finanze e grande ufficiale del Regno, [78], [83]; senatore [80]; cieco strumento della politica finanziaria di Napoleone, [7], e perciò odiatissimo, [105], [137]; sua parte nel progetto di decreto del Melzi, [110]; doveva far parte della Deputazione alle Potenze, [11]; ma non fu nominato, [13]; presente alle seduta del 17 aprile, [16]; vi parla, [47], [113]; non interviene a quella del 20 aprile, [16]; ricercato durante la seduta stessa, [137], [141]; tumulto popolare e strazio di lui, [21]-23, [141]-146; tentativi vani di salvarlo, [21], [23], [144]; saccheggio del suo palazzo, [24], [137]; della sua villa, [28]; si sparge l'oblio sui colpevoli della strage, [40]; incisione rappresentante il suo eccidio, [41].