LETTERA B.

Progetto di deliberazione del Senato, unito al messaggio del Duca di Lodi.

Il Senato del regno d'Italia:

Considerando, che le circostanze politiche d'Europa sono intieramente cambiate, che le AA. PP. alleate hanno solennemente proclamata la pace del mondo, e che non si potrebbe senza ingiustizia temere che volessero eccettuare dalle loro benefiche intenzioni un regno che lontano dall'averle mai dato verun motivo di malcontento, professa per esse quei sentimenti che le sono dovuti;

Che di già è venuto il momento nel quale il regno può e deve sollecitare l'indipendenza della quale è degno e che sospira da cosí lunga stagione;

Che non di meno le truppe di una di queste potenze occupano una parte del regno, e minacciano in questo stesso momento il rimanente del suo territorio;

Che la potenza, alla quale appartengono queste armate, è precisamente quella sulla benevolenza di cui il regno d'Italia è assueffatto ed ama di contare di piú;

Che finalmente nello stato attuale di cose, la continuazione della guerra sul nostro territorio Italiano sarebbe senz'oggetto, e ciò null'ostante accrescerebbe le calamità, che da lungo tempo affliggono il regno;

Decreta:

Art. 1. Una deputazione del Senato si recherà senza dilazione presso S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, affine di presentarle i rispettosi omaggi del Senato, e di supplicarla d'ordinare, che cessino da quel momento tutte le ostilità sul territorio italiano, e sino a tanto che il destino d'Italia sia stato definitivamente stabilito dalle AA. PP. coalizzate.