2. S. M. l'Imperatore d'Austria sarà egualmente supplicata di volere interporre la possente sua mediazione appresso i suoi augusti alleati, perché l'indipendenza del regno sia finalmente consecrata e riconosciuta, e che il regno sia ammesso a godere dei benefici tutti che le AA. PP. disegnano di spargere sopra la grande famiglia.
3. Che S. M. sarà egualmente supplicata di concorrere con tutto il suo interesse presso gli Augusti Alleati suoi, perché il Regno d'Italia, ricevendo in fine in tutta la sua estensione, l'applicazione del suo primo e quarto Statuto costituzionale, sia sottomesso una volta a un Re libero e indipendente, e segnatamente al principe Eugenio, che colle sue virtú, co' suoi lumi e colla sua onorevole condotta, tanto in pace che in guerra, ha meritato del pari l'amore, la riconoscenza e la fedeltà dei popoli del Regno d'Italia, ed anche la stima di tutta l'Europa.
Fatto e deliberato in Senato, nel palazzo ordinario delle sue convocazioni.
LETTERA C.
Decreto adottato dal Senato.
Il Senato radunato nel numero prescritto dall'art. 29 del sesto statuto costituzionale.
Sentita l'esposizione del cancelliere guardasigilli della corona, sulle attuali circostanze e sulla necessità di una istantanea providenza;
Considerando che le AA. PP. alleate hanno proclamata la pace del mondo, e che quindi si avvicina la fortunata epoca in cui i popoli dell'Europa, dopo tante dolorose vicende potranno godere dell'insigne beneficio di liberali costituzioni;
Che in tali circostanze, la continuazione della guerra nel territorio italiano non ha piú alcuno scopo, e che anche questo regno può e deve sollecitare il godimento dell'indipendenza, e la calma che da sí lungo tempo sospira e che gli fu garantita ne' pubblici trattati;
Che in una convenzione fra le armate del regno e quelle delle AA. PP. alleate, è stabilita una provvisoria sospensione d'armi, che deve durare fino al ritorno di una deputazione del regno, che sarà spedita alle suddette AA. PP. alleate.