Per amore d'essi Giuda dimenticò la sua disputa.

— «Aiutali, o mio Messala! Rammenta la nostra infanzia, e aiutali. Io, Giuda, ti prego.» —

Messala gli voltò le spalle.

— «Io non posso servirvi più oltre» — disse all'ufficiale. — «C'è da divertirsi di più là abbasso. Eros è morto, evviva Marte!» —

Con queste parole sparì. Giuda lo comprese, e nell'amarezza dell'anima sua pregò il Cielo:

— «Nell'ora della tua vendetta, o Signore, sia mia la mano che lo colpisca.» —

Con grande sforzo si avvicinò all'ufficiale.

— «O signore quella donna è mia madre. Risparmiatela, risparmiate mia sorella. Dio è giusto e compenserà la vostra pietà.» —

L'ufficiale sembrò commuoversi.

— «Conducete le donne alla Torre» — esclamò — «ma non fate loro del male. Voi ne rispondete.» — Poi voltosi a quelli che tenevano Giuda: — «Legategli i polsi colle corde. Il castigarlo è serbato ad altri.» —