— «O Giuda, che avviene?» —
I servitori venivano ammazzati — e sua madre? Non era quella la sua voce? con tutta la forza di volontà che gli rimaneva, Giuda esclamò: — «Fermati qui, Tirzah. Io vado a vedere che cosa succede laggiù, e poi tornerò da te.» —
La sua voce tremava. Essa gli si avvicinò di più.
Alto, stridulo, non più opera della sua fantasia, sorse il grido di sua madre. Egli non esitò più a lungo:
— «Vieni, andiamo insieme!» —
Il terrazzo ai piedi della scala era gremito di soldati. Altri soldati, con le spade sguainate frugavano nelle stanze. Un gruppo di donne inginocchiate piangeva in un angolo. In disparte, una donna, con le vesti stracciate, i capelli in disordine, si dibatteva fra le braccia di un soldato che stentava a trattenerla. Le sue grida erano più acute di tutte, ed erano pervenute fin sopra il tetto. Giuda si slanciò verso di essa. — «Madre, Madre!» — gridò. Essa gli stese le braccia, ma quando stava quasi per toccarla, egli fu allacciato da due braccia robuste e respinto da lei. Una voce disse:
— «È lui!» —
Giuda guardò, e vide.... Messala!
— «Che! l'assassino quello?» — esclamò un uomo di alta statura, a giudicarsi dall'armatura un legionario. — «Ma se è un ragazzo!» —
— «O Dei!» — replicò Messala col solito tono affettato — «Che cosa direbbe Seneca a questa nuova teoria che un uomo debba esser vecchio prima di odiare ed uccidere? Voi lo tenete; questa è sua madre, e quella sua sorella. Avete tutta la famiglia.» —