— «Non l'ho mai veduta prima d'oggi, e non so ancora se vi troverò un solo amico.» —

— «È bene questo?» —

— «Non importa. Noi uomini del mare facciamo presto conoscenza. Il nostro amore e i nostri odii nascono nei comuni pericoli.» —

La nave apparteneva alla classe chiamata naves liburnicae, lunghe, strette, basse ai lati, e foggiate per velocità di corso e rapidità di manovra. I suoi fianchi eran stupendi. Un doppio getto d'acqua saliva spumeggiando, dinanzi ad essa, e spruzzando le curve audaci della prora, i lati della quale erano adorni di figure di Tritoni soffianti in conchiglie marine.

Sotto la prua, infissa nella chiglia e spingentesi infuori, sotto il livello del mare, era il rostrum, ordigno di legno rinforzato ed armato di ferro, che in battaglia adoperavasi come un ariete.

Una poderosa cornice, artisticamente scolpita partendo dalla prua abbracciava tutta la lunghezza della nave, e, sorpassando la coperta, serviva di baluardo. Sotto la cornice correva un triplice ordine di vani, ciascuno protetto da uno scudo di cuoio, dai quali si scorgevano i remi, sessanta per ciascun lato. La prora torreggiante era inoltre ornata di caducei, mentre due corde, raccolte ai fianchi, segnavano il numero delle ancore assicurate sul ponte di trinchetto.

La semplicità dell'attrezzatura rivelava che la nave si affidava principalmente al lavoro dei remi. L'albero, piantato bene innanzi, era assicurato da spranghe e gomene agli anelli fissi alle pareti interne del baluardo. Il sartiame era quello strettamente necessario per manovrare l'unica grande vela rettangolare e l'antenna da cui dipendeva.

Eccettuati i marinai, che erano saliti per ammainare la vela ed indugiavano ancora fra le sartie, un sol uomo era visibile sul ponte, presso la prora, completamente armato, con elmo, spada e scudo.

Le centoventi lame di quercia, che le onde e le frequenti puliture di pomice avevan rese bianche e lucenti, si alzavano e cadevano come mosse da una mano sola, e spingevano innanzi il battello con la velocità di un vapore moderno.

Così rapido, e, apparentemente, così temerario, era il corso della nave, che gli amici del tribuno se ne spaventarono. Improvvisamente l'uomo a prua tese la mano con un gesto speciale; tosto tutti i remi si alzarono, si librarono un istante nell'aria, poi caddero verticalmente.